Un unico debuttante sui banchi del Pdl

Nel gruppo di ex assessori e consiglieri trova posto Ziberna. Nelle file della lista civica il ritorno di Santarossa
Di Giovanni Tomasin
Palmanova 5 Settembre 2009. Congresso PDL. Telefoto Copyright / Foto Agency Anteprima
Palmanova 5 Settembre 2009. Congresso PDL. Telefoto Copyright / Foto Agency Anteprima

TRIESTE. Il martedì dopo il voto non è una bella giornata per Isidoro Gottardo, coordinatore regionale del Pdl. Se gli si chiede cosa succederà nel suo partito dopo il risultato poco esaltante raggranellato a Trieste, di primo acchito sbuffa: «Che domanda stupida». Una domanda stupida che non nasce dal nulla, visto che nella Venezia Giulia il Pdl si è visto superare dal M5S nella gara per il secondo posto.

A livello regionale il Pdl tiene dignitosamente il secondo gradino (20,03%) con un massimo del 23,11% a Udine. Cede però a Gorizia (16,01%) e Trieste (17,70%) che il consigliere Alessandro Colautti ha definito «territori chiave della sconfitta». Risultati cui va affiancata la buona performance della gemella Lista Tondo, trainata da Dipiazza a Trieste (12,45%) e dal nome di Tondo a Tolmezzo (15,80%).

A mente fredda Gottardo riconosce il problema: «Il dato è molto chiaro. Pordenone e Udine non sono riusciti a compensare lo svantaggio su Gorizia e Trieste. Quello goriziano è un dato storico, quello triestino comincia invece a essere preoccupante». Il coordinatore Pdl inizia la sua analisi dal bicchiere mezzo pieno, ovvero la tenuta del partito nel complesso: «Anche a Trieste Pdl e Lista Tondo assieme sono vicini al 30%, non dimentichiamolo. E bisogna tener conto di tutta la coalizione: nel capoluogo la Lega è molto bassa e l’Udc è quasi inesistente. Ora però si pone il problema di come rimotivare l’elettore triestino a votare per il Pdl, superando divisioni che hanno fatto già abbastanza danni». La possibilità di un congresso «è nella mia mente, ma è una riflessione che faremo collegialmente», ammette Gottardo. Un punto da cui partire sarà il risultato eclatante di Roberto Dipiazza: «Ha corso in una lista civica che fino a poco tempo fa non esisteva e che è espressione del Pdl. E Dipiazza è a tutti gli effetti un uomo del Pdl: io l’ho sempre considerato tale». Gottardo ci tiene, però, a sottolineare la sua stima per Giulio Camber: «Un soggetto insostituibile. Che andrà inserito in una collegialità più ampia». Secondo il vicecoordinatore Sergio Dressi «paghiamo alcune scelte errate fatte in passato, come la candidatura Antonione, e alcune defezioni importanti. Penso a Roberto Menia e allo stesso Antonione. Poi forse è mancata attenzione su alcuni temi del territorio: il Punto nascita a Gorizia, Ferriera e Porto vecchio a Trieste».

Sarà una squadra berlusconiana molto diversa e ridimensionata quella che siederà in Consiglio regionale con l’incarico di fare opposizione a Debora Serracchiani. Del vecchio drappello triestino sopravvive Bruno Marini, ormai un decano del consiglio. Arriverà anche Roberto Dipiazza, è vero, ma nelle vesti di mattatore dell’Autonomia responsabile di Tondo. Tra i consiglieri del Pdl troviamo 4 componenti della vecchia giunta: oltre al candidato Tondo ci saranno gli ex assessori Luca Ciriani, Riccardo Riccardi e Elio De Anna. Quest’ultimo è forte di una pioggia di preferenze (6mila 786 voti) che gli sarebbe valso un rinnovo in un’ipotetica giunta Tondo e che di certo finirà per pesare non poco negli equilibri interni del partito nei prossimi anni. Alessandro Colautti, Paride Cargnelutti e Roberto Novelli vedono riconfermate le loro poltrone consiliari. La novità è il goriziano Rodolfo Ziberna, politico di lungo corso. La Lista Tondo conquista, oltre al già citato Dipiazza, altri tre consiglieri. Ci sarà Michela Gasparutti, già sindaco di Tarcento ed ex caposegreteria del presidente Tondo. Ci sarà l’avvocato pordenonese Valter Santarossa, con un passato in Insiel e in giunta regionale per l’Udc. Ci sarà infine il geometra gemonese Roberto Revelant, che con 1701 preferenze è stato il più votato del centrodestra nella circoscrizione tolmezzina: classe 1978, sarà un volto giovane dello schieramento. Un altro fattore di cui Pdl e Lista Tondo dovranno tenere conto sarà il peso che l’ex candidato potrà ancora avere all’interno della coalizione: il fatto che il presidente uscente abbia raccolto consensi inferiori a quelli della coalizione che lo sosteneva è un dato politico di cui è probabile venga tenuto conto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo