Una conferenza sul vino in età romana



Dragaggi: un’interrogazione del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Cristian Sergo per chiedere la velocizzazione degli interventi di scavo del canale commerciale del fiume Corno a San Giorgio di Nogaro per dare risposta agli operatori dello scalo friulano che da cinque mesi sono in difficoltà a seguito dell’ordinanza della Capitaneria di Porto che ha ridotto i pescaggi a 5,5 metri medio mare dopo l’incagliamento di una nave mercantile.

«Non è la prima volta che non vengono rispettati i cronoprogrammi dei lavori da eseguire nell’area di Porto Nogaro – dice –. Inizialmente si era pensato al 15 marzo quale termine per la conclusione dei lavori, poi i tempi si sono allungati e i lavori di manutenzione per il ripristino urgente dei fondali lungo il canale di accesso di Porto Buso si sarebbero dovuti concludere ben prima della metà di giugno. Siamo il 17 luglio ed è stata appena superata la metà dei dragaggi» .

Come sottolinea Sergo «l’amministrazione regionale ha già abbozzato una giustificazione nella necessaria manutenzione e ritaratura del sistema di monitoraggio della torbidità per il rispetto dell’ambiente, avvenuta però solo la scorsa settimana. Ad oggi – dice– sono stati scavati 20mila metri cubi sui 35mila totali che, nonostante la Regione si affanni a ricordare che non hanno a che fare con il luogo dove si è incagliata una nave a febbraio scorso, evidentemente andavano scavati per permettere urgentemente di far entrare le navi con un pescaggio di 6, 2 metri in Porto Nogaro, che è quello che tutte le imprese della zona attendono da cinque mesi».

Lo scalo di Porto Nogaro, è la più grande azienda dell’area industriale dell’Aussa Corno, occupando circa 450 addetti in modo diretto e un indotto che fa raddoppiare la cifra. Dopo anni di difficoltà nel 2018 aveva superato il milione di tonnellate di merci movimentate. —

Riproduzione riservata © Il Piccolo