Una festa di popolo nel nome di Maria a Capriva del Friuli

Messa, processione e momento conviviale per una tradizione più forte del coronavirus 

la ricorrenza

Una festa di popolo e di comunità. Questo è stata la ricorrenza del santissimo Nome di Maria a Capriva del Friuli. L’omelia di don Fulvio Marcioni, felicissimo di essere per la prima volta a Capriva del Friuli, ha concluso il momento liturgico in una splendida cornice: all’aperto, sotto il campanile, all’ombra degli ulivi, dopo aver partecipato alla messa solenne, sottolineata nel canto dal coro Polifonico, e alla processione con la statua della Madonna posta in rialzo sul prato.

Don Fulvio ha posto in evidenza come fosse significativa la sosta di Maria, ben tre mesi, presso la cugina Elisabetta, «per confrontarsi, per capire in profondità la propria vocazione maturata da quel sì all’angelo e sintetizzata dalle parole di saluto di Elisabetta e dal Magnificat di Maria». Interessante poi il collegamento suggerito dalla stessa liturgia di questo mese che ricorda la Natività di Maria, il Nome di Maria e poi Maria addolorata ai piedi della Croce, dove per bocca di Gesù morente diventa madre dell’apostolo e di tutti noi.

Al termine, il parroco don Maurizio Qualizza ha voluto ringraziare tutti, in particolare gli organizzatori della festa religiosa che, alla fine, ha raccolto la comunità in un momento conviviale. Ma un grazie sincero è andato anche ai numerosi scampanotadors di diversi paesi (e anche d’oltreconfine) e alla banda di Fiumicello che ha accompagnato con maestria la processione. «Un bell’appuntamento di gioia e serenità, medicina necessaria per un avvio del nuovo cammino pastorale interrotto per tanti mesi a causa della pandemia e che vedrà prossimamente la celebrazione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana», la sottolineatura di don Maurizio. —



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