Una fondazione ricorderà la giovane Silvia Carrubba

«Fra qualche mese ci sarà una bella sorpresa per te: sta per nascere la fondazione Silvia Carrubba attraverso cui realizzeremo tutti i tuoi sogni».
È il culmine di una sofferta lettera che Samuela Schilirò ha voluto dedicare all’amica Silvia, morta in un incidente stradale lungo l’autostrada A4 all’altezza del casello di Grumello Telgate (Bergamo). «Il mio cuore - scrive Samuela - è frantumato in microscopiche parti e non so se mai si ricomporrà. So che non vorresti mai che io mi sentissi in colpa, perché tu sai come sono andate le cose e volevi essere lì con me quel giorno, a condividere anche quel momento però comprenderai i mille se i mille ma. Io voglio che qui od ovunque il colpevole paghi, che provi solo anche per un secondo un millesimo del dolore che stiamo provando noi. So che non serve che dica a te queste cose, a te che sapevi già tutto prima che accadesse, che sapevi andare oltre ogni "mostrare", che sapevi ridere e anche importi con determinazione. Voglio scriverti queste parole a caldo perché non trovo altro modo per ringraziarti... Tu sei il secondo Angelo che ho incontrato su questa stupida terra e gli Angeli - si sa - durano poco qui... Ora che sarete insieme, tu gli racconterai quello che hai vissuto con me e lui farà lo stesso con te... Vi divertirete un sacco, lui riderà moltissimo alle tue battute».
«Ricordo ogni istante del nostro stare insieme, ricordo ogni risata pianto rivelazione cazzata presenza consiglio scelte prese insieme, ricordo un sorriso che ogni tanto si annebbiava e chiedeva solo un secondo di silenzio; ricordo il tuo rispetto, l’amore incondizionato che solo un essere Speciale sa donare. Ricordo i tuoi insegnamenti, ricordo che mi dicevi di affrontare la vita con più leggerezza, di non essere così "rigida" o "antipatica" o "ansiosa". Ricordo la tua onestà sempre e comunque la tua sincerità e la tua dignità... Lottavi sempre per ciò in cui credevi e tu credevi... credevi nella vita. Io ora devo imparare un sacco di cose da te, devo vivere per te. Ho fatto una promessa a tuo padre Piero, a tua madre Vita, a tua zia Anna Maria, a tuo fratello Davide e a tutti quelli che ti adorano (perché è davvero impossibile che non sia così). Ho promesso che sarò forte e vivrò per te e per loro e porterò avanti quello che stavamo costruendo insieme, quello che tu avevi visto nascere e crescere e che avresti voluto che un giorno si realizzasse. Cercherò di mettere in pratica anche la vita che tu sognavi ma tu devi seguirmi sempre starmi accanto e parlarmi. Te lo prometto sorella mia e, come te, io le promesse le mantengo: concedimi solo un po’ di tempo. In ogni riga in ogni parola in ogni nota in ogni respiro ci sarai tu sempre e per sempre. Mi hai insegnato che si può essere liberi e ti prometto che da ora in poi scioglierò le paure e tutte le catene per vivere attraverso i nostri sogni. Grazie per avermi donato una parte della tua vita, il resto sarà tutta per te e io ti porterò in me. La forza di chi ti ama è un esempio di quanta straordinarietà c'era in te. Sei la persona più speciale e unica che abbia mai conosciuto e mai conoscerò. Ora ti aspetto nei nostri soliti posti, nei sogni sul divano davanti a un tramonto sul mare sul tavolo davanti a un birra o al poco vino che piaceva a te a un concerto a mangiare jappo al cinema ad ascoltare un disco in una sala prove dietro le quinte sul palco e ovunque tu vorrai». (fra.fa.)
Riproduzione riservata © Il Piccolo








