Una Galleria in stato di abbandono

Ma la proprietà annuncia che in tempi brevi partirà il restauro

La Galleria Fenice è ora terra bruciata dopo che oltre al grande negozio di mobili e al bar ha chiuso anche la libreria. Era qui che Franco Zorzon aveva progettato il rilancio dell’azienda di famiglia con l’ampliamento della libreria e l’insediamento nei locali di fronte di un bar ristorante dove si sarebbero dovuto svolgere anche conferenze e incontri culturali. «Un imprenditore era pronto a entrare con un investimento di 150-200 mila euro - afferma Zorzon - si sarebbe creato un corpus unico tra libreria e area di ristorazione. Dopo che sono stato protestato però - racconta ancora il librario - le banche mi hanno bloccato un prestito di 200mila euro, chiesto soldi indietro, i fornitori ci hanno messo a pagamento per contanti: complessivamente mi sono venuti a mancare 500mila euro nel business plan per il rilancio dell’attività». Una grande delusione dopo che lo stesso Zorzon aveva annunciato che il 2013 sarebbe stato «l’anno della svolta».

Negli ultimi mesi, la Fenice aveva ottenuto in comodato gratuito temporaneo alcuni ambienti che avevano fatto parte del mobilificio Casa Mia dove fino a pochi giorni fa è stata fatta una grande svendita di vecchi testi invenduti. «Questa svendita, assieme a quelle che erano state fatte prima della chiusura alla Svevo e alla Joyce erano riuscite a mettere parzialmente in sesto i nostri bilanci che prima presentavano un buco ben più ampio dei 600 mila euro in cui stimo il buco complessivo attuale», conclude Zorzon. Secondo il legale della proprietà il restyling della Galleria partirà però in tempi brevi. (s.m.)

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