UNA LEGA DI MOVIMENTO
Questa è una notizia. Oggi, sabato 30 giugno 2007, il programma dei lavori della seduta n° 4 del Parlamento del Nord prevede alle ore 11: "Intervento del Presidente del Fvg Illy in tema di federalismo e statuto speciale".
Alle 13 l'intervento di chiusura dei lavori del Segretario federale Umberto Bossi. Siccome è improbabile che atti e comportamenti dei politici siano suggeriti da moti spontanei del cuore, ed è ancor più improbabile quando l'uomo politico è il presidente Illy, che ha fatto della razionalità il suo segno distintivo, è inevitabile chiedersi che cosa possa significare questa presenza nel luogo per anni oggetto delle più feroci critiche da parte della sinistra. Non è facile rispondere, perché si incontrano soggetti che sfuggono a rigidi inquadramenti e che, pur guidati da motivazioni diverse, hanno in comune l'imprevedibilità, il pragmatismo, la capacità di spiazzare alleati ed avversari. La Lega, in particolare, aveva costruito la propria fortuna sulla tattica dello sparigliare le regole del gioco politico, sul cogliere con tempismo gli umori della sua gente e le opportunità disponibili sulla scena politica. Ha sempre tenuti distinti i fini che persegue dai mezzi che utilizza, i primi conservati ben fissi e i secondi considerati utilitaristicamente intercambiabili.
Ha attraversato un periodo grigio durante il governo Berlusconi, di cui era l'alleato più fedele, ma ora sta riprendendo un suo spazio di manovra e sembra anche consensi elettorali, grazie alle difficoltà del governo Prodi. Come ha sempre affermato, soprattutto attraverso l'on. Maroni, la Lega guarda al raggiungimento dell'obiettivo del federalismo, della maggiore autonomia del Nord, del riconoscimento delle esigenze di alcuni gruppi sociali (meno burocrazia, più sicurezza, impiego produttivo delle risorse, ecc.). Interessa marginalmente il come arrivarci e con chi, non avendo pregiudiziali ideologiche. Per questo considera sterile lo stare fermi nelle trincee e si specializza nel movimento. È indubbio che il quadro nazionale presenti nuove opportunità per Bossi.
Il nascituro Partito Democratico sa che deve recuperare il Nord, che il federalismo fiscale è inevitabile, che l'attuale assetto istituzionale va modificato, che le proteste del ceto medio non sono (solo) manifestazioni di egoismo, che la gente vuole vivere sicura. Ed infatti Veltroni nel suo discorso di investitura ha affrontato con accenti nuovi proprio questi temi. È sembrato parlare guardando al Nord come interlocutore. Del resto la Lega non vive di nominalismi e sofismi, ma di concreti risultati. Anche in Fvg la Lega sembra aver recuperato una nuova capacità di manovra sia pure all'interno dell’alleanza con il centro destra. Lo hanno dimostrato per esempio le elezioni a Grado dove non ha avuto problemi (nè veti nazionali) ad allearsi con il centrosinistra. Illy sembra intenzionato a continuare a fare il presidente, dovendo anche raccogliere quei frutti che non sono ancora maturati. Deve però risolvere alcuni problemi interni alla sua maggioranza (non credo che il pressing dei verdi, per citare un caso, gli sia particolarmente gradito) e deve trovare un solido aggancio in Friuli e proverà a dividere il centrodestra, sulla carta molto competitivo.
La Lega, infatti, ha robuste radici in alcune zone friulane ed anzi si propone come unica espressione genuina dell'autonomismo friulano. E la Lega regionale ha riscoperto un certo movimentismo, come nel caso delle aperture verso Intesa, che l’ha posta al centro dell’attenzione. Ora arriva l’invito di Maroni, Ovviamente, è prematuro trarre qualsiasi conclusione dalla partecipazione di Illy alla seduta del Parlamento del Nord. Tuttavia, non possono sfuggire i segnali che un quadro si è rimesso in moto sia a livello nazionale sia regionale. Come si vede, la partita per le elezioni del 2008 si sta arricchendo di nuovi capitoli.
E l’inedito dialogo a distanza con la Lega, per Illy potrebbe persino avere il significato di ricercare un interlocutore esterno a Intesa dopo la fine del rapporto con il sindaco di Udine Cecotti.
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