Una mattinata fra degrado e tante speranze

Le transenne continuano a “presidiare” le palazzine in disuso e in abbandono mentre nell’hangar la vita continua
Bumbaca Gorizia 24_04_2019 Aeroporto chiuso © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 24_04_2019 Aeroporto chiuso © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Due bandiere strigliate dal vento, una con il tricolore italiano, l’altra europea con le stelle su sfondo blu, sembrano davvero il simbolo più eloquente dell’aeroporto “Duca d’Aosta” di via Trieste. Ancor più in queste ore (ancora una volta) così difficili. Un simbolo di orgoglio ma anche e soprattutto di resistenza. Sventolavano fiere anche ieri sulla palazzina sede dell’Associazione Arma Aeronautica, seppur sfilacciate e sofferenti sotto la forza del tempo e delle intemperie, proprio mentre a poche centinaia di metri di distanza si discuteva del futuro dell’aeroporto che sembra tornare ad essere cupo e incerto come nei giorni peggiori. Quasi fossero un segnale di vita che non s’arrende, colorando un cielo sul quale invece sembrano addensarsi nubi sempre più grige. E così ieri l’atmosfera – ma, è chiaro, di mezzo ci sono anche le suggestioni dettate dalle notizie in arrivo dal tavolo di confronto tra i soci – era se possibile ancor più sospesa del solito, al “Duca d’Aosta”. Il cui vecchio, grande portone affacciato su via Trieste era aperto, come sempre negli ultimi mesi, e come potrebbe però tornare a non esserlo in futuro. Chissà. Varcandolo, intanto, l’occhio incontrava le immagini di un qualsiasi mezzogiorno d’estate, da queste parti. Il sole che picchia, nonostante il cielo un po’ velato, sulla grande superficie verde, con l’erba bruciata dal caldo ma tagliata di fresco dagli uomini dell’Arma Aeronautica, che il presidente di ciò che resta della consortile Adriano Ceccherini ha salutato proprio nei giorni scorsi, con una piccola cerimonia di ringraziamento. Sono stati loro a liberare dalla morsa di arbusti e vegetazioni anche l’area dell’ingresso, dove alcuni bidoni per la raccolta differenziata sembrano quasi fare a pugni con la decadente palazzina comando sullo sfondo, preda del degrado e dell’abbandono. Ma è una storia vecchia. Le transenne con gli eloquenti cartelli e la scritta “ingresso vietato a tutte le persone non autorizzate” chiudono l’accesso all’anello un tempo conosciuto, amato e frequentato da generazioni di podisti, mentre più in là, dietro i cancelli dell’area di volo e degli hangar, la vita quotidiana del “Duca d’Aosta” procede, nonostante tutto. —

M.B.

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