Una strada che vive a metà 24 negozi aperti, 23 chiusi
Ventiquattro attività sono in esercizio. Ventitré sono chiuse. E, con nuove chiusure all’orizzonte, ci sarà (ahinoi) il sorpasso: più serrande abbassate rispetto a quelle aperte.
Non è una situazione facile per via Rastello, l’antica via del commercio, che vive “a metà”. Se c’è una strada che cambia letteralmente connotati durante la manifestazione enogastronomica di punta in regione (Gusti di frontiera) è proprio questa. Da strada depressa, con tante (troppe) serrande chiuse, poco frequentata e poco considerata diventa alla fine di settembre un gioiellino traboccante di gente, di vivacità, di colori. L’anno scorso l’ennesima conferma nell’edizione dei record con una strada finalmente luminosa e festante.
Ma torniamo ai numeri, freddi sicuramente, ma che danno la misura plastica di quelle che sono le quotidiane difficoltà di via Rastello. Dicevamo: 24 attività in esercizio (51%) e 23 inattive (49%).
Questi i risultati di uno studio di qualche tempo fa della Confcommercio che getta luce sulla situazione del commercio cittadino. Interessanti gli approfondimenti che riguardano tutto il centro storico e le zone più pregiate: sulla tratta via Rastello-piazza Vittoria-via Carducci, che sviluppa un percorso di 750 metri lineari, le attività ancora in esercizio sono restate solo il 61% delle 122 che operavano un tempo: 71 le attività vive e attive, 47 quelle oramai inattive. Numeri che non consentono di fare salti di gioia.
Sullo sfondo, poi, la proposta di un gruppo di imprenditori di via Rastello che, ad oggi, non ha avuto ancora risposte. Una soluzione che permetterebbe di cogliere due piccioni con una fava: offrire una sede alternativa agli operatori del mercato coperto per il tempo necessario (si parla di tre anni) alla riqualificazione della storica struttura e rivitalizzare – nel contempo – un’area che, ormai, “vive” solo per quattro giorni all’anno, grazie a Gusti di frontiera ovvero l’antica via del Commercio, via Rastello.
Questo il senso della proposta formulata qualche settimana fa da una cordata di imprenditori, pronti a mettere a disposizione dai 25 ai 30 “ex” negozi in pieno centro storico «con una locazione bassissima, per non dire simbolica». L’idea è di un mercato coperto diffuso. «Non abbiamo ancora la delega scritta da parte di tutti i proprietari degli spazi commerciali di via Rastello anche perché fondamentale, anzi decisivo sarà l’interesse degli operatori del mercato coperto. Se riterranno la nostra proposta interessante - si era detto in conferenza stampa - faremo tutti i passi conseguenti che passano, anche, attraverso la realizzazione di un centro integrato di via». La cordata sottolinea come l’iniziativa non abbia assolutamente scopo di lucro. —
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