«Una svolta per far decollare la città»
Peroni (Università): darà risultati importanti. Del Prete (Industriali): ora i comparti dovranno agire
C’è chi, come Maria Teresa Bassa Poropat, ne sottolinea «i contenuti frutto di buon senso, assolutamente condivisibili». Chi, a partire da De Gavardo di Promotrieste, lo saluta come una «svolta epocale e non soltanto per il turismo». E chi infine, come il rettore Peroni e il vicepresidente degli Industriali Del Prete, lo ritiene in grado di produrre ricadute importanti sul piano della ricerca e dell’economia. Il protocollo d’intesa tra Trieste e Venezia siglato ieri da Roberto Dipiazza e Massimo Cacciari raccoglie consensi e suscita forti attese in termini di crescita delle opportunità di sviluppo per il nostro territorio.
«È un accordo che parte dall’esigenza, e dalla convenienza, di mettere in relazione le risorse delle due città - osserva la presidente della Provincia -. Un presupposto logico, sul quale non si può non essere d’accordo. Questo approccio dovrebbe diventare un metodo di lavoro, al di là delle appartenenze politiche. Dal punto di vista strategico, le conseguenze più significative arriveranno a livello di porti e aeroporti. Nel primo caso Trieste può offrire i fondali e Venezia le navi, nel secondo i veneti trarrebbero vantaggio dalla possibilità di ”trasferire” almeno in parte su Ronchi la sovrabbondanza di passeggeri con cui deve fare i conti. Si tratta di individuare di volta in volta soluzioni che facciano comodo ad entrambi i partner. Se ci pensa bene - conclude Bassa Poropat - non c’è nulla di trascendentale. È un accordo frutto del buon senso, che potrebbe trovare applicazione anche in altri campi d’applicazione, dalla cultura alla ricerca». Si lascia andare ad entusiasmi ancora maggiori il segretario generale di Promotrieste, Paolo De Gavardo. «Credo che la firma del patto sia un momento davvero storico per la nostra città - spiega -.
Avviando collaborazioni con Venezia, noi abbiamo solo da guadagnare, e letteralmente su tutto. Nel mondo non si conosce Trieste. Quando andiamo in giro per promuoverla, dobbiamo spiegare che si trova vicino alla città lagunare. Ora la possibilità di offrire un pacchetto unico con Venezia apre prospettive di crescita incredibili, e non solo per il comparto crocieristico. Pensiamo ad esempio - conclude De Gavardo - al progetto accarezzato una decina di anni fa di portare da noi una parte della Biennale. I contenitori li abbiamo, ora ci viene offerta la possibilità di sfruttarli davvero alla grande. Di fronte a noi abbiamo davvero l’opportunità di progettare una nuova Trieste». Intravede importanti sviluppi a livello di cooperazione scientifica il rettore dell’Università, Francesco Peroni. «Come Ateneo siamo favorevolissimi a tutte le strategie che possano portare a filosofie di sistema in una dimensione macroregionale - chiarisce Peroni -.
Con Ca’ Foscari e altre università del Triveneto abbiamo già in piedi importanti collaborazioni, che non potranno che beneficiare del nuovo indirizzo politico delle amministrazioni comunali, decise ad incrementare le dotazioni infrastrutturali e ad avvicinare le due realtà. Per il mondo della ricerca e della scienza - conclude il rettore - la mobilità è una risorsa preziosa: più studenti e docenti si avvicinano al territorio di un’Università, più cresce e si sviluppo l’Università stessa». Prefigura scenari importanti per l’economia cittadina, infine, Adriano Del Prete, vicepresidente con funzioni di vicario dell’Associazione degli industriali della provincia di Trieste. «Quello siglato ieri è un accordo molto positivo, in grado di portare benefici a tutte le realtà coinvolte. Il traffico crocieristico legato al porto di Venezia e l’affluenza di passeggeri all’aeroporto del capoluogo veneto stanno ormai arrivando al punto di saturazione - osserva Del Prete -
A questo punto, diventa logica e fondamentale un’integrazione con le realtà di Trieste e Ronchi dei Legionari che hanno spazi e strutture disponibili». Assindustria, dunque, guarda con grande favore alla concretizzazione di questa intesa formale. «Assistendo alla firma del protocollo - aggiunge Del Prete - si è potuta verificare la sintonia tra i primi cittadini di due città così importanti. Si è trattato ovviamente di un accordo politico che ora impone a tutte le associazioni di categoria l’obbligo morale di agire e di portare nuove idee. L’integrazione tra i due porti - conclude il vicepresidente degli Industriali - va vista con favore anche sotto il piano delle merci per puntare a un autentico ”Sistema porto dell’Alto Adriatico”».
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