Unione a rischio crac, gli sms della verità

Spuntano i messaggi tra Pontrelli e il marito della titolare del Cafè de Luxe sull’assegno per i pasti arretrati
I giocatori della Triestina dopo un gol nell’ultimo campionato
I giocatori della Triestina dopo un gol nell’ultimo campionato

TRIESTE La questione spinosa è quella dei diecimila euro. Il prezzo delle cene e dei pranzi non pagati che hanno portato la Triestina a rischio crac. La data è quella del 20 maggio scorso. Marco Pontrelli, presidente dell’Unione, ha consegnato da qualche giorno un assegno della Cassa di Risparmio di Ferrara proprio per la somma di diecimila euro ad Alessia Crasso, per i servizi di ristorazione della squadra nel Cafè de Luxe di via Udine.

Ma - evidentemente - si accorge che quell’assegno non ha una adeguata copertura e rischia di essere protestato. Così si mette in contatto con il commercialista Massimo Muccio, marito della proprietaria del locale. Dopo avergli parlato per convincerlo a dire alla moglie di non mettere all’incasso il titolo di credito, gli invia alcuni sms.

Una parte delle “conversazioni” via sms
Una parte delle “conversazioni” via sms

Il contenuto dei messaggini - alla luce poi di quello che è successo con l’istanza di fallimento presentata tramite l’avvocato Antonio Santoro - è fin troppo chiaro. Scrive Pontrelli: «Non devi parlare. Devi richiamare l’assegno. Se non lo fai non concludi niente. Perché solo il 30 maggio posso pagare». L’altro replica: «Te l’avevo detto. Credo di non aver fatto cose scorrette. Dovresti saperlo e capirlo...».

E ancora: «L’assegno è di proprietà della banca perché l’ho ceduto. Non potevo fare altrimenti per il bene del bar». Risponde Pontrelli: «...Se io pagassi, vedrai un protesto senza senso. Pensaci, me lo potrei aspettare da altri, ma non da te». E poi ancora una preghiera quasi accorata che concretizza una situazione non certo facile: «Richiama, non farlo protestare».

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Al termine di questa “conversazione” - che si potrebbe definire una supplica - il commercialista si convince e dice alla moglie, titolare appunto del ristorante di via Udine, di pazientare ancora. Ma soprattutto di ritirare, quasi in senso di solidarietà per le difficoltà in cui versa la squadra, il titolo di credito che era stato posto all’incasso alla filiale di San Giacomo dell’Unicredit. Cosa che Alessia Crasso si affretta a fare. L’operazione le costa oltre 160 euro. Insomma: non solo non ritira i diecimila euro, ma ci perde anche le spese per non averlo fatto.

Nell’istanza che la titolare del Cafè de Luxe ha presentato, tramite appunto l’avvocato Antonio Santoro, al Tribunale civile, chiedendo il fallimento della società sportiva, si legge: «Il credito non è contestato dalla parte debitrice. Il 18 maggio, infatti, l’Unione Triestina ha consegnato un assegno a titolo di acconto. Tuttavia la Crasso non lo ha potuto incassare, in quanto lo stesso è tornato indietro insoluto».

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I giocatori della Triestina esultano dopo un gol realizzato nel corso della stagione passata

Ma sul tappeto c’è anche la questione dell’organizzazione dei rinfreschi nella sala vip dello stadio Rocco. Sala e punti ristoro che, secondo il presidente dell’Unione, sono stati utilizzati dalla titolare del Cafè de Luxe senza pagare l’affitto relativo. Si legge in una nota della stessa Alessia Crasso che «vi è stato sin dall’inizio un accordo di comodato a fronte dell’organizzazione, a titolo gratuito, dei rinfreschi. A comprova, da settembre ad oggi mai Pontrelli ha richiesto nulla né formalmente con l’emissione di una fattura né tantomento con richieste verbali o scritte».

Continua: «Oltretutto, per avviare l’inizio attività è stata inoltrata pratica telematica al Comune di Trieste, per le autorizzazioni necessarie, in cui è stata indicata la causale del subentro nella gestione dei bar con un contratto di comodato». Spiega infine: «La prima richiesta è stata fatta, da parte del legale della Triestina, solo dopo la notifica dell’istanza di fallimento ed il decreto di fissazione dell’udienza. La richiesta mirava a una compensazione che si ritiene infondata e improponibile».

Intanto entro il prossimo 12 agosto l’Unione dovrà depositare in Tribunale «i registri contabili dai quali si evince la situazione patrimoniale, economica e finanziaria aggiornata, nonchè un prospetto delle attività e un elenco analitico dei creditori con l’indicazione specifica dei debiti scaduti e non pagati e delle eventuali cause di prelazione». Ma anche «il libro inventario relativo agli ultimi tre esercizi e le relative dichiarazioni dei redditi». Questo per consentire al giudice delegato Daniele Venier di verificare la situazione in vista dell’udienza fissata per il prossimo 18 agosto.

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