UniTs amplia il corso di laurea in Informatica

Giulia Basso
Hanno il posto di lavoro assicurato, a volte ancor prima della laurea, e possiedono competenze indispensabili per la gestione della nostra vita quotidiana, ormai totalmente dipendente dalle tecnologie. Per questo gli ingegneri elettronici, informatici ed esperti in IoT sono ricercatissimi dalle aziende, tanto che la richiesta di laureati in tali ambiti continua a essere superiore rispetto all’effettiva disponibilità di queste figure professionali sul territorio.
Per l’anno accademico 2020-2021 il corso di laurea triennale e magistrale in Ingegneria Elettronica e Informatica dell’Università di Trieste è stato riorganizzato e arricchito di nuovi contenuti. Saranno tre i percorsi triennali proposti: Ingegneria Elettronica e Internet of Things (IoT), Ingegneria Informatica e Ingegneria Biomedica. Il nuovo percorso triennale in Ingegneria Elettronica e IoT ha la sua naturale continuazione in due curricula nella laurea magistrale, in Elettronica o in Reti e IoT. Il percorso triennale in Ingegneria Informatica porta invece, nella laurea magistrale, al curriculum in Informatica o al nuovo corso in Robotics and Artificial Intelligence.
Il terzo percorso della laurea triennale, Ingegneria Biomedica, conduce invece a un’altra laurea magistrale, in Ingegneria Clinica. I diversi percorsi sono intercomunicanti, con insegnamenti in comune e possibilità di spostarsi o di scegliere soluzioni miste.
«Quella di offrire un percorso bilanciato tra Elettronica e Informatica è la peculiarità, e il punto di forza degli studi di Ingegneria all’Università di Trieste, che mirano a formare professionisti a tutto tondo con una forte attitudine al problem-solving, cruciale in questi contesti», evidenzia Gianni Ramponi, coordinatore del corso di studi triennale in Ingegneria Elettronica del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’ateneo giuliano. «Elettronica e Informatica sono due branche dell’ingegneria talmente pervasive che talvolta non ci accorgiamo neppure della loro esistenza. Sappiamo che esistono grandi sistemi di gestione dei dati, basta pensare a quello che succede quando premiamo un tasto del Pc per completare un acquisto online - sottolinea il docente -. Ma magari non siamo consapevoli che, tolti il ferro da stiro e il phon della nonna, praticamente ogni oggetto che lavora con l’elettricità oggi contiene dispositivi elettronici. E dato che spesso si tratta di sistemi che racchiudono milioni di transistor nel volume di una capocchia di spillo, è naturale concludere che l’elettronica senza informatica non potrebbe esistere. Viceversa, senza elettronica l’informatica sarebbe ancora al livello del sistema meccanico realizzato da Alan Turing per decrittare i messaggi nemici negli anni 1940. Contemplando entrambe le materie, i nostri corsi di studi consentono ai nuovi ingegneri di affrontare problemi e obiettivi del futuro con una duplice competenza».
Tra le tecnologie che stanno letteralmente esplodendo in questi ultimi anni merita certamente un cenno l’Internet delle cose, o IoT: 22 miliardi di oggetti erano collegati alla rete nel 2018 e si prevede che nel 2025 si raggiungeranno i 40 miliardi. Non solo smartphone, tablet, smart tv, ma anche veicoli interconnessi, dispositivi domotici, industriali, indossabili per la telemedicina. Il settore è in rapidissima crescita e a Trieste hanno sede due delle principali aziende leader mondiali in questo campo, Telit e Ublox.
«Certamente la richiesta di laureati sul territorio è grande, ma i nostri corsi di studio mirano comunque alla formazione di professionisti che possano lavorare sia in ambito nazionale che internazionale», conclude Ramponi. —
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