Un’ora di lavoro e il vecchio casello è raso al suolo

Demolita la struttura di Villesse, sostituita da una più ampia e moderna. Impiegate due ruspe e un martello pneumatico
Di Francesco Fain

VILLESSE. Per anni è stata la “porta” verso l’autostrada. Dagli anni Settanta ad oggi sono passati di lì un’infinità di mezzi a motore.

Da sabato notte il casello autostradale di Villesse non c’è più. È stato distrutto, demolito, raso al suolo. Un’operazione che, naturalmente, ha richiesto la chiusura dello svincolo di uscita e di entrata di Villesse nonché della nuova barriera aperta al traffico poco più di un mese fa.

L’intervento è iniziato alle 22 in punto con la chiusura e la successiva “bonifica” (termine tecnico che sta per controllo) del tratto di raccordo interessato dai lavori per verificare che non ci fossero veicoli ancora presenti. Terminata la verifica è iniziato l’abbattimento della struttura. Due ruspe e un martello pneumatico in poco più di un’ora hanno demolito il casello, mentre una gru operava nell’area della nuova barriera installando 4 torri faro dell’altezza di 30 metri, per l’illuminazione del piazzale. Il resto della notte è stato utilizzato per interventi dedicati alla segnaletica oltre che alla rimozione delle macerie e alla pulizia del manto stradale.

Non è tutto. Dopo l’abbattimento della vecchia barriera i prossimi lavori in programma prevedono una serie di asfaltature, l’installazione di pannelli a messaggio variabile, la rifinitura di opere già concluse, completamento della segnaletica e di alcuni interventi minori. «Il raccordo, lungo 17 chilometri, è stato realizzato - sottolinea Autovie Venete - utilizzando le più moderne tecniche di progettazione e anche i materiali utilizzati rispondono a precisi criteri di sostenibilità, economicità e durata. Altrettanto innovativi i sistemi tecnologici previsti sul raccordo, a cominciare dal progetto di rilevazione degli eventi in autostrada. Si tratta di un progetto del valore di circa 2 milioni e mezzo di euro il cui “cuore” è rappresentato dal sistema Authomatic detection incident (rilevazione automatica eventi), una sofistica modalità che permette di rilevare qualsiasi tipo di evento accada e di trasferire le relative informazioni. Il network è formato da una sequenza di 29 pali, disposti a una distanza di circa 500 metri uno dall’altro, su ognuno dei quali vengono fissate 5 telecamere. Di queste, due sono termiche, ovvero in grado di leggere al buio o in presenza di nebbia. Il mix di telecamere tradizionali e termiche garantisce, attualmente, le performance migliori in questo ambito».

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