Ursic: «Dovevano avvisare i residenti sulle modifiche del progetto»
Gradisca. «Nessuno ritiene che sulla vicenda della copertura dei campi da tennis vi sia stata qualche irregolarità amministrativa. E ci mancherebbe. Ma si tratta semplicemente di verificare se tale installazione, seppure svolta con tutti i crismi legali, abbia cagionato o meno un danno ai residenti. E questo eventualmente potrà stabilirlo un giudice».
Non accenna a placarsi la querelle relativa al condominio Postir e alla nuova copertura fissa dei campi da gioco, che, secondo molti residenti, avrebbe causato un deprezzamento del valore immobiliare delle abitazioni. A tornare sulla vicenda è Beniamino Ursic, amministratore condominiale pro tempore del “Postir”.
Nel precisare di parlare, puramente come amministratore e non come esponente politico (a fine maggio è stato eletto consigliere comunale di minoranza nelle fila della Lega, ndr), Ursic replica a distanza alle recenti dichiarazioni dell’assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Pagotto. Il quale aveva ricostruito la vicenda dicendosi “assolutamente tranquillo” della totale liceità dell’opera, anche in caso di class action ipotizzata dai residenti. Una decisione su un’eventuale azione collettiva per una richiesta di risarcimenti verrà presa democraticamente in seno all’assemblea dei condomini, ma nel frattempo Ursic mette qualche puntino sulle “i”. «Le perplessità sull’opera sono note agli amministratori di Gradisca da tempo: dapprima alla giunta Tommasini, nel corso di un incontro pubblico, e successivamente alla giunta Tomasinsig. Con due mail a cavallo fra 2016 e 2017 l’attuale sindaco mi ha invitato ad un incontro con lo stesso assessore Pagotto, presente anche il rappresentante del consiglio dei condomini, e in quell’occasione abbiamo ribadito le nostre perplessità sull’impatto visivo dell’opera che dai precedenti 10.20 metri nel punto più alto si è elevata a 12.50 per l’intero asse longitudinale. Ci è stato risposto che ormai si riteneva il condominio avesse accettato l’intervento».
Prosegue Ursic: «Non corrisponde al vero che non sono stati fatti dei passi formali. Non sono stati fatti successivamente all’approvazione consiliare, ma in precedenza sì. Forse una forma di correttezza avrebbe dovuto consigliare gli amministratori ad informarci della possibilità di presentare eventuali osservazioni su un’opera dall’impatto invasivo e pesante. Al manufatto orribile del vicino bocciodromo si è voluto a tutti i costi aggiungere una nuova importante cubatura fissa, al contrario del pallone pressostatico che se non altro veniva rimosso durante la bella stagione. E questo senza tenere conto delle ragioni di cittadini che pagano Imu, Tasi, Tari ed Irpef». –
L. M.
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