Uscì dalla casa a 4 anni da solo Genitori a processo ma assolti

Durante la notte la coppia andò a cercare i loro pitbull che erano scappati Il piccolo s’era svegliato e aveva raggiunto un bar chiedendo della mamma



Sono stati assolti, il fatto non costituisce reato. Rossana Allegro e Daniele Ciani, di Cormons, non hanno abbandonato il figlio di 4 anni, uscito in strada di notte, in piagiama e ciabattine, poichè non aveva trovato la mamma in casa. I genitori, nel momento in cui il piccolo s’era svegliato, erano alla ricerca dei loro due Pitbull che erano scappati. La sentenza è stata pronunciata dal giudice monocratico Marcello Coppari. Il pubblico ministero aveva richiesto una pena di 24 mesi di reclusione, con le attenuanti generiche, per Allegretto, e 6 mesi, con recidiva infraquinquennale, per Ciani. L’avvocato di parte civile, nominato dal Tribunale curatore speciale del bambino, aveva proposto un risarcimento di 5 mila euro, oltre al pagamento delle spese legali. Il difensore, avvocato Guglielmo Bancheri, aveva quindi richiesto l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato. La vicenda risale all’aprile 2016. Quella sera, attorno a mezzanotte, la donna aveva portato il piccolo a dormire, i genitori erano poi rimasti in soggiorno a guardare la tivù. Ad un certo punto i cani abbaiando erano fuggiti. Temendo che potessero arrecare danni, se non attaccare o ferire chiunque li avesse incrociati, erano andati a cercarli. Una volta rientrati a casa con i Pitbull ritrovati, s’erano accorti che la porta di ingresso dell’abitazione era aperta e il bambino non c’era.

Il piccolo s’era alzato e non trovando la madre era uscito per andare a cercarla. S’era diretto verso un bar, a circa 300 metri dall’abitazione, che conosceva essendoci già stato con i genitori. Agli avventori aveva chiesto della sua mamma, ed erano stati chiamati i carabinieri. I genitori, a loro volta messisi alla ricerca del figlio, avevano raggiunto il locale, con gli stessi avventori a spiegare loro quanto accaduto e del ritorno a casa del piccolo con i carabinieri. Era stato il bambino a guidare i militari. Durante la discussione finale, il pm ha fatto riferimento alle dichiarazioni di un passante il quale in aula aveva spiegato di aver visto il piccolo, agitato e infreddolito. Ha citato i precedenti per stupefacenti a carico della coppia e quella sera era stata rifiutata la richiesta dei militari circa l’accertamento in ordine all’eventuale assunzione delle sostanze psicotrope. Ha annotato che i carabinieri avevano visto arrivare a casa i genitori insieme in auto. Il pm ha sostenuto il «dolo eventuale» poiché la condotta dei genitori avrebbe provocato l’abbandono e un rischio anche solo potenziale per il piccolo. Il legale di parte civile ha parlato di «dolo generico». Lunga è stata l’arringa del difensore. L’avvocato Bancheri ha sottolineato che i cani non erano mai scappati prima di allora, la recinzione ha un’altezza adeguata. Proprio quel giorno era stato posizionato a ridosso dell’abitazione un container per la raccolta del vetro, «una sorta di probabile trampolino per i Pitbull, scappati in direzioni diverse». Ha osservato che il bambino, sereno, era rimasto solo di fatto 5 minuti, il tempo di raggiungere il bar e incontrare gli avventori, quindi i carabinieri, sottolineando la garanzia di tutela nei confronti del minore. Ha poi fatto riferimento ai tabulati telefonici per evidenziare che la donna aveva chiamato il compagno al cellulare informandolo del ritrovamento del figlio, sostenendo pertanto che prima era arrivata la madre in auto e poi il padre a piedi.—



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