Valico del Rafut dedicato al Lasciapassare Il doppio progetto unito intervista i nonni



Passi avanti e modifiche per il progetto “Lasciapassare/Prepusnica” e per il laboratorio storico che verrà allestito sull’ex valico del Rafut. Secondo una delibera del Comune, l’iniziativa verrà proposta con alcune integrazioni, in particolare sul fronte turistico, e applicando un nuovo piano di sicurezza a causa del Covid-19 per quanto riguarda la custodia della casetta confinaria sull’ex valico.

La delibera di giunta si riferisce, in particolare, all’approvazione di due diverse proposte tecniche e alla contestuale gestione dei finanziamenti già stanziati da parte della Regione e del Comune. La prima è quella relativa al progetto Lasciapassare/ Prepusnica a cura dell’associazione Quarantasettezeroquattro che si occuperà della raccolta e della produzione di nuovo materiale storico inerente le vite, le voci, le immagini relative al confine. Si tratterà anche di organizzare i materiali pre-esistenti, permettendo nel contempo anche una loro fruizione online. Con i finanziamenti e le tempistiche imposte dalle normative, l’associazione ha rivisto alcuni aspetti per il pubblico relativi allo spazio multimediale sul valico del Rafut. Si ritiene che, considerando il budget complessivo per il progetto, non sia opportuno proporre, in questa fase, una fruizione tramite visori VR. I costi dell’operazione sarebbero complessivamente molto elevati e i tempi a disposizione non sufficienti. Verranno invece organizzate delle visite guidate gratuite a cura di Promoturismo (pandemia permettendo). Questa parte del progetto è finanziata con circa 26 mila euro, di cui 20 mila provenienti da fondi regionali e la rimanente parte con contributi del Comune.

La seconda proposta tecnica approvata è quella dell’Istituto di Sociologia Internazionale ovvero il progetto “Raccontami del tuo confine”, un laboratorio di raccolta di storie di vita su uno spazio di frontiera che si integrerà, in parte, con la proposta dell’associazione Quarantasettezeroquattro. In tutto sono previsti 6 incontri destinati a studenti degli ultimi anni delle scuole superiori e dei primi anni dell’università (laurea triennale). L’obiettivo principale è fornire prospettive originali e strumenti per accedere alle memorie della vita di confine in un periodo specifico – quello tra gli anni 1960 e 1980 – che generalmente trova meno spazio nel dibattito pubblico. In tal senso, questa attività sarà realizzata in sinergia con il progetto “GO! 2025 Rescuers of memory” , mirato alla costituzione di un patrimonio regionale transfrontaliero della memoria popolare. Vista la specifica situazione causata dall’emergenza sanitaria, “Raccontami del tuo confine” è stato predisposto con attività che possono essere svolte di persona o online. Anche l’identificazione dei testimoni da intervistare si focalizza sui congiunti, nello specifico genitori, zii, nonni e sono stati stanziati 7.500 euro. —

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