Valle Cavarera è “pulita” Zamparini deciso a vendere

I terreni dove doveva sorgere l’insediamento “Vivere in Laguna” della famiglia Zamparini non sono inquinati. È emerso nel corso della Conferenza dei servizi che si è svolta alcuni giorni fa a Trieste, dove sono stati esaminati in particolare i documenti presentati dall’Arpa dai quali si evince che tutto è regolare e che già da tempo si sarebbe potuto avviare i cantieri. «Noi lo sapevamo già prima, l’avevamo pure dichiarato – afferma l’imprenditore Maurizio Zamparini –. Ora c’è la nuova conferma: non c’è assolutamente nulla di inquinato». Era stato proprio questo aspetto a indurre la maggioranza a fare una sorta di retromarcia, bloccando di fatto l’iniziativa della famiglia Zamparini, che proprio per questo aveva annunciato di non voler far più nulla a Grado. Dalla minoranza, come da alcuni esponenti della maggioranza titubanti sull’autorizzazione da rilasciare, s’era pressoché esultato per essere riusciti a bloccare un’iniziativa da circa 600 milioni di euro (nell’arco di 10 anni) che prevedeva anche l’assunzione di centinaia di persone, ma che avrebbe, a loro dire, significato abbondare con il cemento delle costruzioni.
Il piano particolareggiato che era stato “stoppato” potrebbe oggi venir ripresentato tale e quale. Del resto recentemente, nella fase di presentazione di osservazioni, proposte e considerazioni legate alla variante di manutenzione del Piano regolatore generale, la Monte Mare Grado degli Zamparini aveva annunciato che «l’interesse a sviluppare il piano è immutato».
Ma cosa significa oggi il parere dell’Arpa che dà piena ragione a Zamparini? «Significa - spiega l’imprenditore – che il Comune si è comportato male e che quindi penseremo a cosa fare». Si intende andare avanti dunque con il progetto? «Ho intenzione di cedere tutto ad un gruppo straniero». Zamparini taglia corto preferendo per il momento godersi le vacanze. Il prossimo anno si vedrà. Intanto, l’esito delle analisi effettuate dall’Arpa esaminate durante la Conferenza dei servizi hanno portato alla stesura di un documento finale unitario firmato dal Comune di Grado, dall’Arpa, dall’Azienda sanitaria, dal direttore generale della gestione rifiuti e siti inquinati della Regione, dalla Provincia di Gorizia e dai rappresentanti della Monte Mare Grado. La Conferenza dei servizi ha concluso esprimendo parere favorevole all’approvazione del documento «Risultati del piano di indagini e analisi di rischio» relativi al sito Valle Cavarera. Il tutto dopo che l’Arpa ha effettuato le analisi sui campioni di terreni prelevati in 11 punti dell’area Sud Orientale interessata dalla presenza di alcuni cumuli di materiale da riporto. Il documento finale prescrive che il Comune debba indicare nel certificato di destinazione urbanistica, nella cartografia e nelle norme tecniche di attuazione dello strumento urbanistico generale del Comune, comunicandolo anche all’Ufficio tecnico erariale competente, che l’area in argomento è stata sottoposta a un’analisi di rischio la quale ha dimostrato che il rischio sito specifico è accettabile, per un sito ad uso verde/residenziale. C’è poi l’ulteriore prescrizione con la quale si afferma che qualsiasi realizzazione edilizia e/o modifica di destinazione d’uso all’interno dell’area oggetto dell’intervento dovrà prevedere anticipatamente anche una variante con la revisione dell’analisi di rischio.
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