La verità nelle tracce: a Trieste la mostra che celebra i 120 anni della Polizia Scientifica

L’esposizione aperta al pubblico fino al 12 novembre al Magazzino 26 del Porto Vecchio. L’ingresso è gratuito

L'inaugurazione della mostra. Foto Bruni
L'inaugurazione della mostra. Foto Bruni

Casi di cronaca che hanno avuto rilevanza nazionale, tecniche di analisi compiute sul campo e l'evoluzione di metodi e strumenti di indagini.

Sono i contenuti della mostra "La verità nelle tracce - 120 anni di Polizia Scientifica", inaugurata nella mattinata del 31 ottobre al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste.

L'esposizione, promossa dalla Polizia e ideata dal Gabinetto regionale Polizia Scientifica Lombardia, nasce come viaggio multimediale per offrire ai visitatori la possibilità di comprendere le attività svolte dal Servizio, attraverso la lente di ingrandimento dello specialista.

Il percorso è articolato in sette ambienti, ognuno caratterizzato da un colore e una disciplina specifica, e racconta la storia della Polizia scientifica dalle origini del 1903 con l'istituzione della prima scuola di Polizia Scientifica a opera del medico legale Salvatore Ottolenghi.

«Questa mostra - ha spiegato il questore di Trieste, Lilia Fredella - racconta gli esordi per arrivare a oggi e parla degli eventi nazionali. C'è ad esempio l'identificazione di Anis Amri del 2016, il terrorista di Berlino, ci sono alcune immagini del rapimento di Moro o della strage di via Palestro, una serie di eventi che hanno riguardato anche la storia nazionale, nei quali è intervenuta la Polizia Scientifica che è uno di quei settori che richiede tempo e applicazione».

Proprio su quest'ultimo aspetto il prefetto di Trieste, Giuseppe Petronzi, ha evidenziato come «alle volte si chieda la certezza e la verità subito, ma per fare le cose bene serve tempo: la Polizia Scientifica ha una grande tradizione e non va mai sollecitata una pressione eccessiva».

Al taglio del nastro è intervenuto anche l'assessore comunale Massimo Tognolli: «Questa iniziativa - ha detto - è importante perché unisce la memoria, la conoscenza, la storia e l'innovazione della Polizia Scientifica». L'esposizione, con ingresso gratuito, sarà aperta al pubblico fino al 12 novembre.

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