Verso le primarie Cattarini-Delbello per l’anti Cisint Il Pd plaude a Biden

Al termine delle elezioni presidenziali americane più divisive (e votate) di sempre, il Partito democratico monfalconese guarda alla vittoria di Joe Biden, già numero due di Barack Obama, con scaramantico orgoglio, intravedendo nel ribaltamento dei conservatori uno tsunami la cui onda lunga gli oppositori di Anna Cisint, sindaco a tessera Lega, sperano attraversi l’oceano e coinvolga anche la città. Ma prima bisogna trovare il candidato e, a questo punto, non si può davvero escludere, nel partito maggioritario all’opposizione, l’ipotesi primarie interne, con l’eventuale scenario di un duello Cattarini-Delbello. Chiaramente quando l’epidemia di Sars-CoV-2 mollerà la sua presa.
Intanto, però, se si guarda alla primavera 2022 è acqua stagna. Dei due papabili sfidanti, a suo tempo indicati per l’area di centrosinistra, vale a dire l’imprenditore Davide Strukelj e l’avvocato penalista Riccardo Cattarini, uno individuato nella sfera della società civile l’altro democratico di lungo corso, altresì esponente del direttivo provinciale di partito, si sente parlare soltanto del secondo, ultimamente molto attivo sui social (ma si fa leggere pure sulla carta stampata) e dialettico antagonista del sindaco su plurimi argomenti. A lei rivolge i suoi strali acuminatissimi: in pubblico la prima cittadina si fa scivolare tutto addosso, ma tra i possibili competitor chissà non sia forse quello, in un confronto all’americana, da temere di più, per capacità oratoria.
Di Strukelj infatti – uno dei soci della Timavo ship supply di via Grado, presidente della Lega navale, già al vertice della Consulta dello sport e da lì dimessosi a inizio mandato Cisint – politicamente parlando si sono perse le tracce dal 15 aprile, quando era intervenuto con una nota sul caso “Bella ciao”. Querelle che aveva investito l’assessore alla Vivibilità Massimo Asquini e per il quale un centinaio di amministratori dell’Isontino avevano invocato dimissioni. Eppure il profilo di Strukelj riscuote le simpatie di alcuni tra i democratici di peso, Enrico Gherghetta per esempio, attivo ora in quel di San Pier, e pure di qualche ex sindaco. Ma parimenti trova sponsor tra le anime collocate più a sinistra e alcuni big di Articolo 1. Dell’ex presidente della Consulta convince la riconosciuta stima di cui gode in ambito sportivo, la professione autonoma svincolata dal pubblico, l’assenza di scheletri nell’armadio o di contatti con l’amministrazione uscita sconfitta nel 2016, la faccia pulita e anche una certa verginità politica.
Ma per chi non gode del trampolino di una visibilità consiliare è adesso che dovrebbe iniziare la corsa verso le Comunali 2022: dopotutto Anna Cisint, perdente nel maggio 2011, ci ha messo cinque anni per conquistare l’elettorato, lavorando peraltro dagli scranni di piazza della Repubblica, all’opposizione. E questi mesi autunnali dovrebbero quindi rappresentare il momento di elaborazione del programma amministrativo in vista dei seggi. Con all’apice il lancio della candidatura a sindaco. Si dirà che la ricaduta del Covid ha mandato tutto all’aria e in parte è certamente vero, tuttavia quest’estate non si sono registrati né movimenti né apporti resi noti alla confezione di un progetto comune. Si potrebbe quindi supporre che l’unico potenziale candidato rimasto in qualche modo attivo sia Cattarini, un nome che non necessita di biglietti da visita in città.
A questo punto, però, rumors indicherebbero come altamente probabile il fatto che il vicesegretario del PdFabio Delbello,chieda alla sessantina di iscritti del 2019 di effettuare le primarie di partito (e di simpatizzanti). Un appuntamento al quale il consigliere comunale guarderebbe anche con gli occhi di candidato. Insomma, un duello Cattarini-Delbello. Le urne tutte interne potrebbero servire altresì a rianimare lo schieramento, che molto ha faticato per riprendersi dall’annus horribilis del 2016. E la vittoria del democratico Biden giova a esorcizzare gli spauracchi del passato. –
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