Verso un amministratore unico per l’aeroporto Duca d’Aosta

Si va verso la nomina di un amministratore unico, per l’aeroporto Duca d’Aosta. Pare questo il nuovo capitolo dell’annosa, complessa e ampiamente discussa vicenda dello scalo di via Trieste e della sua società consortile, di fatto messa (ancora una volta) con le spalle al muro dalla bocciatura del piano industriale di ristrutturazione 2019-2023 da parte del Consiglio comunale. Che ha provocato l’ennesimo terremoto e aperto agli scenari più vari. Già, perché in attesa della seduta ufficiale dell’assemblea dei soci della consortile, aggiornata al 19 luglio, il sindaco Rodolfo Ziberna ha convocato già per domani mattina un confronto con tutti i soci, ovvero (oltre al Comune da lui rappresentato) la Camera di Commercio, l’Aeroporto di Ronchi, il Comune di Savogna d’Isonzo, la ditta Pipistrel e la Fondazione Carigo. E al centro dei lavori ci sarà appunto la prospettiva dell’amministratore unico, sorta con forza dopo che il cda della consortile Duca d’Aosta si è sostanzialmente “sgretolato”. Anche se dal Comune di Gorizia fanno sapere di non aver ricevuto ancora nessuna comunicazione ufficiale in tal senso, tre consiglieri avrebbero già presentato le dimissioni (circolano voci di addio del consiglio in blocco, e altre parlano invece di soli due abbandoni), e a certificarlo sarebbero due pec e una email inviate dai diretti interessati.
Ecco perché il Comune di Gorizia, nella persona del sindaco, guarda sostanzialmente già avanti, e proporrà ai soci – che poi potrebbero eventualmente formalizzare il tutto proprio nell’assemblea del 19 luglio, qualora si arrivasse ad un accordo – di concordare il nome di un amministratore unico al quale affidare la gestione della società, e di puntare alla sua trasformazione in una srl, formula che rispetto alla consortile permette di risparmiare, con un capitale sociale minimo che potrebbe passare da 50 mila a 10 mila euro.
Al tempo stesso si lavorerà anche al famoso “piano B” al quale Ziberna aveva già fatto cenno nei giorni scorsi, all’indomani del voto contrario del Consiglio comunale al piano industriale: il “declassamento” del Duca d’Aosta, che passerebbe da aeroporto ad aviosuperficie. Questo permetterebbe di risparmiare i costi ingenti per il servizio antincendio e per osservare tutte le richieste stringenti dell’Enac, ma al tempo stesso di poter continuare ad ospitare l’attività di ultraleggeri e velivoli turistici. Non solo. Constatata la contrarietà di un largo numero di consiglieri comunali, anche appartenenti alla maggioranza oltre che all’opposizione, ai contenuti del piano di rilancio dell’aeroporto, il sindaco Ziberna è pronto al dialogo e alla collaborazione. «Intendo mettere mano al piano industriale di ristrutturazione – spiega il primo cittadino –, e creerò un gruppo di lavoro che comprenderà anche i rappresentanti dell’opposizione per trovare una strada condivisa che possa davvero funzionare». Già nei giorni scorsi Ziberna aveva chiesto uno spirito collaborativo a chi vorrà partecipare alla ricostruzione dell’aeroporto, spiegando che «di coloro che vogliono solo distruggere non abbiamo assolutamente bisogno». E dalla riunione di domani uscirà già qualche prima risposta sulla strada che il Duca d’Aosta e la sua società potranno a breve intraprendere. —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








