Vertice Pd con Altran per la svolta in porto

Si riaccendono i riflettori sul porto di Monfalcone e sulle vicende che rischiano di portarlo alla paralisi, dalle opere “difformi” e pericolose che hanno fatto dichiarare inagibile la banchina dell’autostrada del mare (Corte dei Conti e Procura della Repubblica hanno aperto due inchieste) ai lavori che rendono difficili gli accosti sino al mancato escavo e agli ostacoli agli operatori.
Stasera il vertice di chiarimento chiesto dal segretario del Pd, Paolo Frisenna e il capogruppo Giorgia Polli, con il sindaco Silvia Altran dopo l’ultima e paradossale riunione del Consiglio di amministrazione dell’Azienda speciale porto. Frisenna e Polli chiederanno al sindaco che venga rispettato quanto stabilito nel “libro bianco sul porto” redatto dal Forum economia del Circolo di Monfalcone e che da quello si parta per «sbloccare una situazione ormai in catalessi». Nel mirino l’Azienda speciale porto e in particolare il presidente Emilio Sgarlata: la sua testa è stata già chiesta trasversalmente da tutti i partiti, il Pd che guida la maggioranza in Comune rinnova la richiesta di «voltare pagina». Secondio Frisenna «Il porto di Monfalcone è di proprietà della collettività e del comune dov’è insediato» e le parole usate da Sgarlata (sulle vicende ha scaricato responsabilità) «dimostrano assenza di volontà a ragionare su soluzioni efficaci a superare lo stallo del porto» ed ora è «indispensabile fare tabula rasa di quanto fatto, o meglio non fatto, finora».
Una posizione sulla quale, dopo le prime schermaglie condite dalla diplomazia politica, dovrebbe trovarsi in accordo lo stesso sindaco che sulla vicenda qualche giorno fa ha scritto una nota. «Bisogna risolvere intoppi e problemi mettendo in campo una strategia migliore, più incisiva e attenta alle esigenze degli operatori e nuove idee, perchè sino ad oggi si è perso troppo tempo e si sono ottenuti risultati troppo modesti e inadeguati». Una nuova strategia che impone un cambio all’Azienda speciale: «Non è più il luogo delle scelte strategiche - ha ribadito Altran - che ha svolto un ruolo importante ma con il nuovo assetto ha perso centralità». Il nuovo assetto è dovuto alla legge regionale sui porti, ma anche su questo il sindaco chiede «che si rimetta mani alla legge per individuare al più presto chi abbia la capacità e l’autorevolezza di imporre gli interventi necessari a rimuovere gli ostacoli che stanno portando alla paralisi». (g.g.)
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