Vescovini: «È soltanto l’inizio Voglio i danni per Smart Gas»

«Esprimiamo soddisfazione per l’esito del primo troncone di indagine e attendiamo con serenità che tutte le vicende da noi denunciate approdino nelle competenti aule di Tribunale per far valere i nostri diritti e ottenere il risarcimento degli ingentissimi danni da noi subiti».

Alessandro Vescovini che guida alla Sbe, ma alcuni anni fa era a capo di una cordata di imprenditori per realizzare il mini-rigassificatore Smart Gas (l’unico nuovo investimento presentato in questi anni nella zona del porto di Monfalcone) ha buttato 2 milioni di euro per quel progetto, 650 mila soltanto per le caratterizzazioni per fare un dragaggio.

E la bocciatura del suo progetto, «affossato dai tecnici della Regione», non intende farla passare liscia. Era stato proprio Smart gas tramite l’avvocato Maurizio Miculan a presentare un esposto alla Procura nel quale si segnalavano «gravissime irregolarità nel progetto dell’escavo autorizzato dalla Regione». Ma anche in quello della manutenzione del canale. Ecco l’epilogo, ma secondo Vescovini si tratta solo dell’inizio.

«Ciò che sta emergendo dalla attività della Procura è solo la punta dell’iceberg di una vicenda che ha visto alcune istituzioni del territorio violare la legge e i regolamenti – accusa – facendo abortire l’unico progetto serio di investimento in ambito portuale portato avanti dalle principali imprese industriali della regione, al fine di coprire uno dei maggiori sprechi di denaro pubblico mai avvenuto, ovvero i 10 milioni di euro spesi per la costruzione delle ex Autostrade del mare e delle banchine 1, 2, 3». Un affare che aveva suscitato clamore con le dimissioni dell’allora presidente dell’Azienda speciale.

«Dal fascicolo d’indagine emerge con chiarezza il modus operandi da noi denunciato per anni in tutte le sedi – insiste l’imprenditore – da una parte l’Azienda speciale richiedere autorizzazioni senza seguire le regole ambientali, interpretandole in modo fantasioso e a proprio uso e consumo e dall’altra funzionari della Regione avallare queste impostazioni, concedendo autorizzazioni ambientali complesse con una facilità sorprendente e, soprattutto, in tempi rapidissimi».

E ancora: «Il progetto Smart gas è stato affossato dagli stessi tecnici della Regione, per via dell’asserito e inesistente rischio che le attività di escavo del canale avrebbe potuto rappresentare per la salute dei mitili e delle fanerogame. L’Azienda speciale ha spostato in un anno ben 80 mila metri cubi di fanghi da una parte all’altra del porto, vicino agli stessi mitili e fanerogame, senza valida autorizzazione e senza effettuare complete verifiche ambientali, ma, soprattutto, senza che nessuno, Procura a parte, muovesse un dito: dov’erano gli ambientalisti, i miticoltori, i politici? ». –

G. G.

Riproduzione riservata © Il Piccolo