Via ai dragaggi del canale Coron ad Aprilia Marittima

MARANO LAGUNARE. Via al progetto pilota per il dragaggio del canale Coron. E prima delle elezioni. La Commissione tecnico consultiva Via della Direzione ambiente, energie e politiche per la montagna...

MARANO LAGUNARE. Via al progetto pilota per il dragaggio del canale Coron. E prima delle elezioni. La Commissione tecnico consultiva Via della Direzione ambiente, energie e politiche per la montagna della Regione ha espresso ieri, dopo aver valutato le osservazioni pervenute, parere favorevole sulla valutazione di incidenza, ritenendo che «il progetto presentato non sia da assoggettare alla procedura di Valutazione di impatto ambientale». Certo questo è un successo per l’assessore regionale Riccardi che da settembre, su incarico dal presidente Tondo, sta seguendo l’iter. E oggi Riccardi si dice soddisfatto «per essere riuscito a uscire dal pantano. Ho mantenuto l’impegno preso con il ministro Clini durante la sua visita a Torviscosa, dando una risposta a un problema importante. Certo che dopo dieci anni di immobilismo mi pare che questo sia un grande risultato. Ma dimostra ancor di più che le cose si possono fare. Questo è un procedimento pilota che rappresenta un simbolo per gli interventi futuri». Soddisfatti pure gli operatori delle marine di Aprilia Marittima, che però restano cauti: «Siamo felici - dice il loro portavoce Eugenio Toso - ma aspettiamo di vedere la draga: ne abbiamo viste tante in questi anni e ora un po’ di precauzione non guasta». Dunque lo screening del piano di scavo del canale Coron supera la Commissione, permettendo quindi di andare avanti senza ulteriori indugi con il dragaggio del canale di accesso alle marine di Aprilia Marittima, dando speranze ad un comparto in grande sofferenza. È vero che si dovrà attendere la verifica archeologica, ma questa non desta eccessiva preoccupazione, per cui si dovrebbe essere nelle condizioni di partire con i dragaggi verso metà aprile: i lavori dureranno 60 giorni. L’intervento di scavo del Coron riguarda una lunghezza di 2.750 metri lineari e l’asporto di 33.500 mc di materiale che verrà depositato riempendo una depressione del canale Lustri, permettendo di arrivare a una profondità di -2.70 ml. Costo dell’operazione: circa 750mila euro.

Diverse le prescrizioni previste per limitare l’impatto ambientale, fra cui la ricollocazione del sedimento nel Lustri e le analisi delle acque, finalizzate a verificare la presenza di alcuni contaminanti prima, durante e dopo i lavori.(f.a.)

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