Via Battisti si ribella: dimenticati dal Comune

Isolati, dimenticati, abbandonati. È questo lo stato d’animo dei commercianti triestini che operano nell’area immediatamente adiacente a quella del centro storico: una zona che gravita intorno a via...
Lasorte Trieste 20/04/13 - Via Battisti, Negozi Chiusi
Lasorte Trieste 20/04/13 - Via Battisti, Negozi Chiusi

Isolati, dimenticati, abbandonati. È questo lo stato d’animo dei commercianti triestini che operano nell’area immediatamente adiacente a quella del centro storico: una zona che gravita intorno a via Battisti e limitrofe e che da qualche tempo si trova nella situazione paradossale di essere sempre più emarginata e periferica rispetto al cuore della città, pur trovandosi in realtà a poca distanza dalle vie centrali. L’immagine che ne deriva è dunque quella di una città spaccata in due e dove le distanze rischiano di venir ulteriormente amplificate dalle direttive contenute nel nuovo piano comunale del traffico che - è questo il timore dei commercianti - andrebbe a privilegiare, in termini di pedonalizzazione e non solo, le aree del centro a scapito di quelle confinanti. «Le istituzioni in generale non ne azzeccano una - tuona Flavio Marocchi, titolare del pastificio “Mariabologna”, un secolo di storia alle spalle -. Per loro esiste solo piazza Unità e dintorni. Un tempo via Battisti era considerata un’arteria importante, adesso invece è sporca e trascurata, trattata insomma peggio di una zona periferica». Sulla stessa lunghezza d’onda Maurizio Cella, proprietario dell’omonima oreficeria: «Questa è già un’area difficile, trafficata, dove le automobili non riescono a fermarsi: con i cambiamenti annunciati la situazione sarà destinata a peggiorare. Ci vorrebbe più cura per l’arredo urbano e più illuminazione: la gente qui non passa più, la zona è buia e pericolosa». Stesso stato d’animo anche per Loredana Pulsador, del negozio di abbigliamento “La Mosca Bianca” di largo Santorio: «Nel corso degli anni ci si è dimenticati di questa parte della città che andrebbe invece rivitalizzata. Qui fuori, solo per fare un esempio, al posto dei bottini della spazzatura, si potrebbe creare un’isola pedonale con tavolini e sedie all’aperto».

Si affida a una metafora che fotografa bene la situazione Gianluca Tombacco, titolare della storica “Enoteca Bischoff”: «Ci sentiamo come figli di un dio minore. Bisogna riavvicinare le persone a questa zona che ormai è diventata pura periferia, dimenticata da tutti e dove, di sera, non transita anima viva». Per Mauro Carletti, del negozio sportivo “Il Campione”, serve un cambio di strategia: «Ci sentiamo tagliati fuori. È come se ci fossero due città che viaggiano a velocità diverse. Le iniziative che coinvolgono i negozi del centro storico, come la notte dei saldi, devono essere allargate anche ad altre realtà, altrimenti non se ne esce». Pensieri condivisi anche da Valentina Cesca, che conduce il negozio di articoli da regalo in via San Francesco: «Ci troviamo nel limbo tra il centro cittadino e la periferia. Serve sicuramente più cura per quest’area che si presenta troppo trascurata. Una soluzione può essere quella di aumentare e regolamentare i parcheggi, oppure rivoluzionare tutto e creare un megacentro pedonale sulla scia di quanto fatto in altre città europee, come ad esempio Vienna».

Pierpaolo Pitich

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