Via dal Comune di Grado la dirigente al turismo Raugna contro Kovatsch
GRADO
Un dipendente comunale, con posizione organizzativa assegnata dalla precedente amministrazione guidata dal sindaco Dario Raugna come referente dell’ufficio turismo, ha ricevuto il via libera dall’attuale giunta comunale del primo cittadino Claudio Kovatsch per il comando al ministero della Cultura. Ma sulla decisione proprio l’ex sindaco Raugna ha depositato un’apposita interrogazione al suo successore, definendo strategico il servizio turistico «per la nostra città che, di fatto, diventa attualmente sprovvisto di posizione dirigenziale dedicata».
Raugna evidenzia che il trasferimento della dipendente in comando in un altro ente prevede la conservazione del posto di lavoro nel Comune di Grado per tutta la durata del contratto, nel caso di specie è fissata in un anno, ovvero la possibilità di assunzione di un dipendente di pari categoria ma con contratto a tempo determinato di solo un anno. Stuzzicato e sollecitato più volte in passato, durante la sua amministrazione, per il fatto che diversi dirigenti se n’erano andati ora tocca a Raugna sottolineare come durante il suo mandato «sono stato più volte interrogato in Consiglio comunale su questioni che afferivano all’esclusiva volontà dei nostri dipendenti di lasciare il nostro municipio, senza che la parte politica potesse sindacare, diversamente da quanto accaduto con la posizione organizzativa al Turismo che invece viene autorizzata al comando con delibera giuntale».
Raugna intende sapere dal sindaco come intenda riorganizzare il Servizio Turismo coprendo la fuoriuscita, in tempo utile per la programmazione della stagione estiva 2022 e, nello specifico, come intenda sostituire il dipendente di categoria D del Servizio Ambiente (altro dipendente che ha scelto di lasciare il Comune) e con quali tempistiche. L’attuale consigliere di opposizione della coalizione di centrosinistra chiede infine in che tempi il sindaco intenda procedere con le nuove assunzioni «dando luogo alle promesse fatte in campagna elettorale e alle critiche mosse durante il precedente mandato quand’era all’opposizione». —
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