Via Diaz, caccia all’uomo dalla mano tatuata

Le indagini seguono un indizio-chiave: uno dei due autori della rapina con coltello nel discount aveva questo particolare
Di Giovanni Tomasin
Silvano Trieste 11/04/2013 Rapina al Supermercato In's di via Diaz
Silvano Trieste 11/04/2013 Rapina al Supermercato In's di via Diaz

Un tatuaggio sul dorso della mano di uno dei rapinatori. Secondo le testimonianze rese dal gestore e dal dipendente del discount “iN’s mercato” di via Diaz questo è uno degli indizi che potrebbero aiutare i carabinieri a identificare gli autori della rapina a mano armata avvenuta nella serata di giovedì proprio in quel market. Un colpo da 800 euro, durante il quale lo stesso gestore del supermercato è stato ferito al collo con un coltello da uno dei malviventi. Fortunatamente in modo non grave.

Gli investigatori dell’Arma, in queste ore, stanno procedendo con indagini ad amplissimo spettro, e nel contempo nel riserbo più assoluto. Di certo una delle cose che gli inquirenti stanno verificando è la possibilità che i rapinatori abbiano lasciato tracce all’interno del discount, in particolare sulle lattine di birra che hanno finto di acquistare per avvicinarsi alla cassa. Da lì potrebbero “parlare”, anzitutto, eventuali impronte digitali.

Un altro fronte delle indagini sono le telecamere. Una rapina in una zona tanto centrale come via Diaz potrebbe aver lasciato a sua volta qualche traccia sulla memoria dei dispositivi di sicurezza di qualche edificio nei dintorni, tra cui la scuola Carli e il museo Revoltella.

Ai carabinieri spetterà ora il compito di passare al setaccio tutti i filmati registrati dalle telecamere del quartiere nella speranza che abbiano per l’appunto registrato il volto dei rapinatori, o magari il mezzo che hanno utilizzato, forse, per darsi alla fuga.

I malviventi, infatti, sono riusciti a fuggire in un lasso di tempo strettissimo, quei tre minuti trascorsi da quando il personale del supermercato ha dato l’allarme al momento in cui la pattuglia dei carabinieri si è presentata sul posto, seguita a ruota da quella della polizia. Pare addirittura che i militari dell’Arma siano riusciti a vedere due ombre scure sparire nell’ombra delle otto della sera.

A nulla sono così valse le perlustrazioni del quartiere condotte dalle forze dell’ordine subito dopo il colpo: i due erano già spariti. E con loro anche le speranze di acciuffarli con le mani nella marmellata.

Parte ora dunque la caccia certosina a tutti i particolari che potrebbero servire alla loro identificazione. Alla quale potrebbero contribuire anche nuovi testimoni oculari: la rapina si è svolta alle 19.30 di un giovedì, momento in cui la strada e i locali nei dintorni sono tutt’altro che vuoti di gente: e qualcuno potrebbe aver notato due uomini allontanarsi un po’ troppo alla svelta dal supermercato. La speranza è che non siano già fuggiti da Trieste, chissà se oltre confine. Ma che l’abbiano fatto oppure no dipende anche dalla loro provenienza: criminali “autoctoni” oppure rapinatori provenienti da fuori città venuti a Trieste soltanto per sferrare qualche colpo? Anche su questo i carabinieri stanno lavorando sodo in silenzio. Il riserbo delle indagini “copre” al momento anche l’eventualità che l’accento dei due abbia fornito qualche indizio sulla loro origine.

I due criminali si erano presentati al supermercato di via Diaz giovedì sera, approfittando del fatto che in quel momento all’interno del negozio si trovavano soltanto il gestore e un dipendente. I due erano andati allo scaffale degli alcolici per prendere un paio di birre e si erano presentati alla cassa come due tranquilli clienti.

Purtroppo, invece di pagare, avevano puntato contro il gestore un taglierino, intimandogli di vuotare la cassa. Cosa che l’uomo era stato costretto a fare, consegnando loro circa 800 euro. Quando i rapinatori però gli avevano chiesto di aprire anche la seconda cassa il gestore aveva detto «no», ricevendo in cambio un colpo di lama fra il collo e la nuca. Fortunatamente niente di grave: l’uomo era stato portato al Pronto soccorso per sicurezza, ma fin da subito le sue condizioni non avevano destato preoccupazione. I criminali, nel frattempo, si erano dileguati. Sta ai carabinieri ora il compito di rintracciarli. Magari partendo da un inusuale tatuaggio sul dorso della mano.

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