Via libera dell’Enac al piano di recupero dell’aeroporto

È un primo, importante risultato positivo incassato dalla nuova Aeroporto spa che dovrà gestire lo scalo Duca d’Aosta. L’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) ha approvato il progetto preliminare che prevede il rifacimento dell’ingresso dell’aeroporto, oltre alla sistemazione della palazzina che ospita la malconcia torre di controllo. «Preferisco mantenere un basso profilo. Non è il caso ancora di cantare vittoria: l’Enac ci aveva chiesto di ripresentare il progetto tenendo conto delle sue osservazioni formulate un anno fa. Noi abbiamo fatto tesoro dei suggerimenti, abbiamo ripresentato il piano e l’Enac l’ha approvato. Si tratta di un passo in avanti - sottolinea Ariano Medeot che dell’Aeroporto spa è il presidente -. Il progetto prevede la sistemazione integrale dell’edificio che ospiterà le sedi delle associazioni operanti nello scalo aeroportuale oltre a un bar. Il nostro obiettivo è di ottenere in tempi brevi dall’Enac una concessione progressiva dell’aeroporto: prima si comincia dall’ingresso e poi, gradualmente, alle altre aree dello scalo». La palazzina che sarà oggetto di restyling è quella, come detto, che ospitava la torre di controllo: peraltro, si tratta dell’immobile che ha subìto, negli ultimi due anni, l'invecchiamento maggiore. L'intonaco che resisteva in modo quasi eroico, sta lentamente crollando e porzioni di cemento sono finite sui marciapiedi circostanti. Le finestre? Se ci sono, risultano essere danneggiate. Molte, invece, non ci sono proprio più: divelte, staccate dalla loro sede dalle intemperie e dai vandali. Quindi ci sarà parecchio lavoro da fare. La Spa non nasconde che il futuro del Duca d’Aosta passa attraverso la concessione dell'intero sedime aeroportuale dall'Enac alla Spa: se ciò non accadrà, la società per azioni dovrà mettere nel cassetto qualsiasi sogno di gloria. A chiarirlo, più volte, lo stesso Ariano Medeot, già presidente provinciale della Confartigianato e del Consorzio industriale di Gorizia e presidente pure dell'Aeroporto Spa, la società di gestione del "Duca d'Aosta". E il mandato (triennale) è di quelli «o la va o la spacca», visto che in dieci anni la Spa, al di là di qualche esercitazione di stile o rendering su quello che avrebbe dovuto essere il nuovo aeroporto , non ha prodotto granché. Ma ora è arrivato il momento della concretezza anche perché, nell'area aeroportuale, sorgerà il polo aeronautico. Occorre una società di gestione concreta e capace di produrre qualcosa di buono. «Le cose da fare sono tante: dobbiamo mettere in sicurezza gli hangar, rifare tutta la recintazione che si estende per 4 chilometri, livellare la pista, garantire l'assistenza anti-incendio».
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