Via Pacinotti degradata, è protesta

RONCHI DEI LEGIONARI. Disagi e disinteresse. Ecco i due elementi alla base della protesta dei residenti in via Pacinotti, una laterale di via del Capitello, a Vermegliano. Per questo hanno chiesto e ottenuto un incontro con l’assessore ai Lavori Pubblici, Livio Vecchiet, che si terra il 24 aprile. Sarà l’ennesima occasione per ribadire i disagi presenti in questa strada dimenticata, quasi impercorribile e che, nelle giornate di pioggia, si trasforma in uno stagno. Se alle auto l’accesso viene concesso non senza difficoltà, per pedoni e ciclisti è quasi negato. E dopo innumerevoli richieste, si è arrivati all’incontro che, tutti sperano, possa diventare risolutore. «Voglio premettere – spiega Livio Cosolo - che l’amministrazione ronchese si oppone alle nostre richieste in quanto via Pacinotti è considerata strada privata. Abito al civico 1 da circa 5 anni. Mai avrei immaginato che il problema fosse di tale portata e che il Comune, con tanto di tecnici e politici, risultasse incapace di risolvere un problema lungo 150 metri». Il residente e gli altri abitanti sottolineano di non sapere di chi siano le colpe e quali siano gli impedimenti per arrivare a una soluzione.
«Non è possibile che durante l’inverno – continua Cosolo - mi sia negato l’accesso alla mia abitazione pur con tutte le tasse pagate. Ero quasi tentato di chiedere ospitalità a sindaco e assessori. Se non faranno qualcosa al più presto, la gente potrebbe prendere qualche altra iniziativa per cercare di affrontare la questione». A Vermegliano resta insoluto anche il problema di via Metlika, una delle più pericolose strade della città, che doveva essere rimessa a nuovo e in sicurezza già alcuni anni fa. È una strada molto frequentata, per raggiungere la provinciale per Doberdò del Lago e Gorizia. È stretta, pericolosa, segnalata con cartelli di avviso del pericolo. Da anni si parla di sistemarla, dotarla di idonea illuminazione, anche attraverso le risorse del “tesoretto”. L’amministrazione dovrebbe fare la sua parte, sistemando l’intero percorso, ma poi toccherà alla Provincia metter mano all’incrocio situato all’imbocco con salita Doberdò, altrettanto pericoloso.(lu.pe.)
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