Via senza auto, guerra di petizioni

Guerra delle petizioni sulla pedonalizzazione di via Madonna del Mare. Abitanti divisi in due fazioni contrapposte, in vista del nuovo Piano del traffico che contempla variazioni all'accesso della strada di congiunzione tra le vie San Michele e Venezian: da una parte il partito dei "no" alla chiusura del traffico, dall'altra i sostenitori. Entrambe le correnti hanno preso forma di sottoscrizioni, consegnate all'amministrazione.
A mediare tra i due litiganti, il presidente della IV Circoscrizione Luca Bressan, impegnato a formulare una soluzione alternativa da porre all'attenzione dell'assessore Elena Marchigiani. Ma finché il nuovo Piano non verrà approvato dal Consiglio comunale, ogni fazione tira acqua al suo mulino. Portavoce del partito contrario alla pedonalizzazione, la presidente del Comitato Città vivibile Marina Della Torre. Ha consegnato una petizione firmata da 750 tra residenti e abitanti. «Sappiamo - inizia - che non tutti sono d'accordo con noi ma ci sono tanti buoni motivi per resistere alla pedonalizzazione della via. In primo luogo, se il breve tratto della strada fosse chiuso alle auto, gli esercenti della zona metterebbero tutti i tavoli all'esterno: dopo la lotta contro gli schiamazzi dell'Etnoblog, ci ritroveremo un'altra volta a non dormire per colpa di musica e rumori». «Non è l'unica ragione per cui crediamo che in via Madonna del Mare - continua - il transito delle auto vada mantenuto: se non fosse così, i commercianti locali, compresa la ferramenta di via Venezian e la farmacia di via Cavana, si troverebbero tutto a un tratto in un vicolo cieco, a rischio calo di vendite. Non è forse andata così al frutta e verdura all'angolo tra via Cavana e piazza Hortis? Da quando la zona è diventata pedonale i clienti, se non sono calati, rischiano la multa per mettere in auto la spesa. La pedonalizzazione di via Madonna del Mare avrebbe dunque senso solo se Cittavecchia fosse servita di parcheggi a buon prezzo. Altrimenti sarebbe la rovina: con il poco tempo a loro disposizione, i clienti hanno bisogno di lasciare davanti al negozio lo scooter o l'auto. In alternativa comincerebbero a servirsi in altre zone». Orientamento opposto quello che i titolari del Bar Knulp, Fausto Vilevich e Massimo Vecchiet, portano avanti con altri commercianti e residenti. «Di petizioni ne abbiamo presentate due – puntualizza Vilevich -: la prima solo insieme ai commercianti (Retrobottega, Sinfonia in due note, Tavernetta e Salumare), la seconda firmata da 250 cittadini tra residenti e clienti. Sarebbe ipocrita dire che la pedonalizzazione non ci interessa per la possibilità di mettere i tavolini fuori. Bisogna comunque ricordare che questo progetto l'abbiamo anche condiviso con l'associazione "Ulisse" dei ciclisti urbani, per la convinzione sia che non si può contemplare il traffico in una città che vuole diventare davvero turistica e vivibile, sia che le voci delle persone non possono essere paragonate agli scarichi delle auto».
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