Ville storiche senza futuro la crisi scaccia gli acquirenti

RONCHI DEI LEGIONARI. Non si vendono appartamenti considerati a buon mercato, figuriamoci due “colossi”, due dimore storiche condannate a un futuro ben poco roseo. Una condanna a morte, quella che si apre all'orizzonte per villa San Carlo e villa von Hinke a Ronchi dei Legionari.
Da anni in vendita, da anni al centro del dibattito, da anni abbandonate e in balia degli agenti atmosferici, del tempo e degli immancabili vandali.
Una parte importante del patrimonio architettonico della cittadina va dunque scomparendo. Ed è difficile, se non addirittura improbabile di questi tempi, che queste due ville possano passare di mano.
La prima è ancora proprietà di una “costola” dell'Enel, che lì ebbe i propri uffici. La seconda appartiene agli eredi dell'ammiraglio della Marina austriaca di cui porta il nome.
Villa San Carlo è ancora in piedi, nonostante gli intonaci che cadono e molti infissi ormai divelti. Villa von Hinke è invece uno spettro, fucina di leggende e di strane apparizioni, e chi dovesse avere il coraggio di acquistarla dovrebbe giocoforza demolirla.
Ronchi dei Legionari è ricca di dimore storiche, ville che, oggi, sono in larga parte di proprietà privata. Ma ci sono esempi, come villa Vicentini Miniussi o l'edificio che ospita la sede del Consorzio di bonifica, che propongono esempi di come, con la garanzia di finanze certe, il pubblico abbia potuto mettervi mano e renderle vive come un tempo.
Ma il futuro per villa San Carlo, classe 1835, e villa von Hinke, realizzata nel 1826, di certo non può essere definito chiaro nè lascia intravedere passi concreti.
L’edificio di piazza dell'Unità d'Italia è stato messo in vendita nel 2007, e tante ipotesi si son fatte da allora. Si parlò dell'interesse di una banca straniera, in consiglio comunale si propose di chiedere aiuto alla Regione per farne la casa della cultura. Ma nulla è stato fatto. Così la villa, racchiusa da una palizzata che la soffoca, alla stregua della fitta vegetazione da cui è ricoperta, è diventata punto di riferimento dei senza fissa dimora e dei gatti randagi. Il suo declino è davanti agli occhi di tutti. E pensare che vi furono ospitate tele che portavano la firma di Raffaello o Leonardo Da Vinci.
Villa von Hinke è stata messa sul mercato più o meno nello stesso anno, e ancora oggi un maxi cartello invita qualcuno a farsi avanti. L'ufficiale austro-ungarico, che aveva due figli, Margarete ed Hermann, trascorse a Ronchi dei Legionari poco più di due anni. Morì il 24 marzo 1904, durante un viaggio a Vienna, ed è sepolto nell'attuale cimitero di via D'Annunzio. La villa passò in eredità alla moglie Ljuba Visin e, dopo la sua morte, ai nipoti dell’ammiraglio, Rodolfo e Ljubiza che, a quanto pare, sono ancora i legittimi proprietari di questa enorme struttura.
Sarà impossibile recuperarla. Ormai anni e anni di trascuratezza e abbandono ne hanno compromesso la stabilità, ma almeno qualcuno ha pensato di ripulire tutta la vegetazione che la ricopriva e che la celava agli occhi della gente. Anche in questo caso si è parlato di tanti progetti, di tante destinazioni d'uso. Senza approdare però a nulla di concreto.
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