TRIESTE. Tre indagati sono stati posti oggi, lunedì 8 luglio, agli arresti domiciliari per l'ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe ai danni di enti pubblici. Lo si è appreso nel corso del pomeriggio di oggi. Complessivamente sono 14 le persone che risultano indagate.
Dalle indagini, coordinate dalla Procura del capoluogo giuliano, è emerso un presunto sistema di frode attraverso il quale diverse società partecipavano a bandi pubblici indicando quali esecutori dei progetti due società con sede in Bulgaria e Montenegro, amministrate da uno degli indagati.
Nessuna delle due società però aveva una struttura operativa né dipendenti, ma secondo l'ipotesi accusatoria venivano utilizzate per emettere fatture e dimostrare l'esecuzione dei lavori. Le fatture venivano quindi pagate su conti correnti esteri e i soldi, con vari passaggi, rientravano nella disponibilità degli indagati.
Le somme indebitamente percepite ammonterebbero al momento a complessivi 800 mila euro. Tra gli enti coinvolti figurano i Comuni di Trieste e di Gorizia che infatti hanno già provveduto a revocare i contributi constatando la mancata esecuzione dei lavori.
Le indagini sono state avviate dalla Polizia locale di Trieste, che aveva svolto accertamenti sulla regolarità di un contributo concesso per la realizzazione di un centro estetico nell’ambito del bando del Piano integrato di sviluppo urbano sostenibile. Successivamente la polizia ha operato anche con la Guardia di Finanza sotto la direzione del sostituto procuratore Lucia Baldovin.
Secondo quanto emerge dagli accertamenti degli investigatori, ad aprile due delle persone ai domiciliari si erano recate in Bulgaria con un'altra persona, poi indagata per riciclaggio, per prelevare del denaro da riportare in Italia. Tali somme sono state sequestrate e il giudice ha disposto il sequestro per equivalente di denaro e beni per un totale di 340 mila euro, relativo a due delle truffe contestate.
Al momento, sono al vaglio degli investigatori una serie di domande per contributi presentate con le stesse modalità e non ancora definite dagli enti competenti. Sia il Comune di Trieste che quello di Gorizia, come detto, hanno poi revocato i contributi.
Del tutto formali - secondo la Procura - si sono invece rivelati i controlli dell'ente Catt Fvg, ente costituito dalle associazioni di categoria del terziario della Regione per la gestione di contributi pubblici finanziati con fondi regionali. L'ente, sempre secondo la Procura, avrebbe concesso contributi senza un'adeguata verifica sostanziale sulla fattibilità dei progetti e sulle strutture societarie o sulle fideiussioni presentate.