Visti “ammazzaturismo” in Croazia dopo l’ingresso nell’Ue

Saranno introdotti a norma Ue per Ucraina, Turchia e Russia. Previsto un calo del 20% degli ospiti dell’ex Unione sovietica
Di Mauro Manzin

TRIESTE. Che l’Unione europea non fosse una sorta di terra promessa dove scorrono sempre latte e miele la Croazia lo sapeva già. Ora però, a pochi mesi dall’adesione vera e propria (1 luglio) arrivano, dopo le carezze e le feste anche i primi scapaccioni. Uno di quelli che brucia molto, perché colpisce l’industria più florida del Paese ex jugoslavo, ossia il turismo, è l’adeguamento al regime comunitario del sistema dei visti d’ingresso. E così mentre fino ad oggi ucraini, turchi, ma soprattutto i ricchi russi potevano entrare in Croazia esibendo unicamente il passaporto, d’ora in avanti dovranno fornirsi di regolare visto. Certo il prezzo di 35 euro non è certo proibitivo ma tutto l’ambaradan burocratico, file agli uffici consolari comprese sicuramente sortiranno un effetto negativo sulla scelta della Croazia quale luogo dove trascorrere le vacanze. I calcoli sono già stati fatti e non promettono nulla di buono. Si stima, infatti, che a causa della reintroduzione dei visti la prossima stagione estiva vedrà un calo del 20% dei turisti russi, pacchiani ma molto spendaccioni i quali, a questo punto, preferirebbero “sbarcare” sulle coste montenegrine, niente visto, e tanti connazionali propietari dei resort più esclusivi (mafia russa compresa). Zagabria ha cercato di correre ai ripari creando all’ambasciata a Mosca un nuovo gruppo di lavoro dedicato esclusivamente al rilascio dei visti con 15 persone addette e che potrebbero addirittura aumentare.

Intanto però, nel nome della reciprocità, anche i croati che vorranno recarsi nei tre Paesi summenzionati dovranno armarsi di visto. Questo costerà 35 euro per l’Ucraina, quasi 40 euro per la Russia che raddoppiano a 80 se il viaggio è per motivi d’affari e non unicamente turistici, mentre per entrare in Turchia si pagheranno 45 euro e in più al confine si dovrà dimostrare di avere una disponibilità monetaria di 50 dollari al giorno di permanenza in terra turca. L’anno scorso dalla Russia in Croazia a scopi turistici sono giunte 212mila persone, dall’Ucraina 86mila e dalla Turchia 56mila. Quest’anno, in questo periodo, le prenotazioni russe per il periodo estivo sono praticamente dimezzate. I croati promettono che tutto il meccanismo dei visti sarà rodato entro maggio, periodo cruciale questo in quanto registra di solito l’80% del booking turistico. Il tour operator russo Amigo che convogliava in Croazia circa 50mila ospiti quest’anno ha dato forfait.

Il direttore dell’Ente per il turismo croato a Mosca, Mladen Falkoni getta acqua sul fuoco. Certo, ammette, subiremo una riduzione che però dovrebbe assestarsi attorno a un -20%. Il calo di ucraini e turchi è stimato in alcune decine di migliaia. Insomma se non è flop poco ci manca.

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