Ziberna: «Solo io potrò tutelare Gorizia»

Rodolfo Ziberna, assessore comunale alla Cultura di Gorizia e molto altro. Candidato del Pdl. Partiamo da chi non c'è. Gaetano Valenti. Il Pdl non l'ha rottamato un po' troppo in fretta?
L’amico Gaetano Valenti, dopo 20 anni di buona amministrazione come sindaco prima e consigliere regionale poi, non è stato rottamato ma ha deciso autonomamente di fare un passo indietro e non ricandidare a causa delle sue condizioni di salute e delle rendicontazioni per le spese sostenute nell’ambito del gruppo consiliare che lo hanno provato.
La storia di suo incarico da assessore regionale alla Cultura nella giunta Tondo circola per bruciarla?
Il presidente Tondo solo dopo la sua rielezione sarà in grado di valutare la composizione della giunta, in base alle professionalità espresse dagli eletti, alla provincia di appartenenza, al sesso (non scordiamoci le quote rosa) e al partito di appartenenza. Certo è che l’Isontino avrà un assessore regionale.
Lei viene dalla scuola socialdemocratica di quel grande segugio di umanità che è stato Francesco Esposito. Su quante preferenze conta di attestarsi?
Un grande maestro Francesco (Checco) Esposito. Credo di poter ricevere sull’ordine delle 1.500 preferenze, sufficienti per essere il primo degli eletti, anche perché se così non fosse Gorizia per la prima volta rischierebbe di non essere rappresentata nemmeno in Consiglio regionale.
Parliamo ora di chi c'è: Roberto Marin. Lei pubblicamente ha criticato coloro che hanno causato la scomparsa dell'Ospizio Marino di Grado. Separati in casa?
Sarà la magistratura in ultimo grado a valutare le colpe dei diversi protagonisti. Chi è responsabile di un danno deve essere chiamato a risponderne, a maggior ragione se si tratta di amministratore di beni altrui. Da questo principio non si può prescindere. Inoltre la scomparsa dell’Ospizio Marino lascia senza lavoro decine di dipendenti, di elevata professionalità ed umanità, che non hanno alcuna responsabilità: è un danno non solo per Grado ma per tutta la regione.
Restiamo sulla sanità. Onestamente ha detto: non tutta la riforma di Tondo mi piace, ma l'importante è che a Gorizia restino i reparti di emergenza. Ci spieghi meglio.
Se devo farmi operare ad esempio al ginocchio posso scegliere l’ospedale o il medico che mi ispira più fiducia nella nostra o in altre regioni, ma in caso di emergenza ciò non mi è consentito, perciò devo aver la possibilità di recarmi immediatamente ad un pronto soccorso, piuttosto che in un punto nascite. Diventa assolutamente determinante il fattore tempo.
Nascere a Sempeter: sì o no?
Gorizia è in assoluto uno dei luoghi più sicuri in Italia per nascere, ma assurde disposizioni statali (che dovremo cambiare!) ci obbligano a chiudere i punti nascita con meno di 500 parti all’anno. Il 70% dei parti, non avendo la necessità della sala operatoria adiacente alla sala parto, potrebbe aver luogo a Gorizia. Il 30% residuo invece a San Pietro, ovviamente scrivendo sulla carta di identità “nato a Gorizia”.
Indossi i panni dello psicologo: cosa significa sanità per i goriziani?
Per la sanità i sindaci si incatenavano davanti al Consiglio regionale, quando si ebbe il coraggio di tagliare gli ospedali di Grado e Cormons. Ma sanità non è avere un ospedale più grande degli altri bensì prestazioni di qualità, che la tecnologia di oggi rendono possibili solo in grandi strutture. Sanità è solidarietà, è pensare a chi ha un disabile in casa, a chi ha un suo caro in stato quasi vegetativo, a chi ha perso a causa dell’amianto un parente. Guai se la politica dovesse divenire così disumanizzante da perdere di vista queste priorità. Sanità non è dove ha sede la direzione dell’Azienda sanitaria ma dove ha luogo la prestazione sanitaria.
Come convincere un monfalconese e un gradese di centrodestra a votarla?
Non certo con uno slogan, ma con il mio vissuto: mai una promessa fatta e non mantenuta, tanto lavoro, ricerca della collaborazione del territorio, consapevolezza che la provincia è ricca solo se lo sono tutte le sue componenti. (ro.co.)
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