Zona nord, parafarmacia e ambulatorio

L’iniziativa dell’Azienda municipale nel quartiere con più anziani. Romano: «Verrà creato un piccolo polo sanitario»
Di Francesco Fain
Bumbaca Gorizia 08.08.2014 Comune conf. stampa Casa parto GECT Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 08.08.2014 Comune conf. stampa Casa parto GECT Fotografia di Pierluigi Bumbaca

È uno dei quartieri più “vecchi”, nel senso che la popolazione anziana è preminente. Ed è anche quello anche in cui manca un’adeguata presenza di strutture assistenziali.

Ed è così che Comune di Gorizia e Azienda sanitaria Bassa Friulana-Isontina hanno deciso di correre ai ripari. «Nei prossimi mesi, nella zona nord della città, aprirà un ambulatorio con l’infermiere di quartiere e una parafarmacia. Il primo servizio sarà garantito dall’Azienda sanitaria, il secondo dall’Azienda speciale farmaceutica (meglio conosciuta come Farmacie comunali, ndr). In quella zona della città mancano, in effetti, adeguati presidi di carattere sanitario: ce l’hanno segnalato, nei mesi scorsi, gli stessi residenti e lo ha evidenziato anche una ricerca dell’Isig (Istituto di sociologia goriziana). Questa è un’esigenza precisa espressa dal territorio ed è nostra intenzione venire incontro alla richiesta. La parafarmacia nasce in pieno accordo con il Comune e sarà collegata a un ambulatorio medico, a costituire un piccolo polo sanitario che andrà a servire il quartiere di Montesanto-Piazzutta», spiega l'assessore comunale all'Assistenza e al Welfare Silvana Romano. «L’iter sta andando avanti regolarmente», fa eco l'assessore comunale al Bilancio e alle Materie legali, Guido Germano Pettarin.

Si è optato per questa tipologia di esercizio (una parafarmacia) poiché l'apertura di una farmacia può avvenire solamente in presenza di un bacino di utenza di almeno 3.300 abitanti. Il direttore della parafarmacia sarà un farmacista mentre, per il personale, non c'è questa necessità. Costo dell'intera operazione, circa 300mila euro.

L'Azienda speciale farmaceutica di Gorizia ha riconosciuto, dunque, l'esigenza di coprire adeguatamente il territorio cittadino non lasciandone una parte sguarnita (tanto più se considerati i dati socio-demografici che caratterizzano il quartiere di Montesanto-Piazzutta).

Si è, quindi, valutata la possibilità di aprire un terzo punto vendita con caratteristiche di una parafarmacia. Con questa iniziativa l'azienda intende rispondere non solo ad un'esigenza più volte espressa dai residenti di Montesanto-Piazzutta, costretti a spostarsi per poter acquistare farmaci e acquisire servizi socio-sanitari, ma anche di chi quel quartiere lo frequenta (scuole, supermercati, etc) contribuendo così alla sua valorizzazione e attrattività futura.

Ma la creazione di una parafarmacia a Montesanto-Piazzutta ha un'ambizione più elevata ed in linea con la "responsabilità sociale d'impresa" che contraddistingue le farmacie comunali ovvero l'istituzionalizzazione di un vero e proprio presidio socio-sanitario in un quartiere ora privo di tali servizi.

L'Aas Bassa Friulana-Isontina, infatti, in una prospettiva di sviluppo delle attività di welfare di comunità, ha elaborato con l'assessore Romano un progetto articolato per Montesanto che preveda, nei locali della futura parafarmacia, l'apertura di un ambulatorio infermieristico/medico e di un ufficio da assegnare ad un assistente sociale e/o un animatore e/o un impiegato dell'Aas impegnato ad offrire ai residenti nuovi servizi di integrazione socio-sanitaria.

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