C’era una volta San Siro, vita, calcio e miracoli
Una dichiarazione di amore profonda e poetica per San Siro: non uno stadio ma una casa, un luogo senza tempo entrato nell'anima e nel cuore di chi il calcio lo ha nel sangue. Uno stadio, un monumento per Milano, svuotato dal Covid ma carico di miti, ricordi, emozioni che riportano all'infanzia e che segnano la crescita di un bambino. Il bambino è diventato grande e si chiama Gianfelice Facchetti, innamorato del calcio e di San Siro. «C'era una volta a San Siro, vita, calci e miracoli» (Piemme, prefazione di Luciano Ligabue) è il titolo dell'ultimo libro di Facchetti che, nel 2011, ha vinto il premio Bancarella Sport con «Se no che gente saremmo». Attore, drammaturgo, regista teatrale, Facchetti racconta il calcio di un tempo, quello smarrito a causa del profitto e del denaro, quello che riporta alla grandezza del padre, Giacinto, terzino dell'Inter e capitano della Nazionale italiana, leggenda e simbolo di trasparenza e onestà.
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