Le gemelle pianiste Dallagnese sul palco del Teatro Miela per Cromatismi

Le gemelle Eleonora e Beatrice Dallagnese si esibiscono in duo pianistico a quattro mani al Teatro Miela nell’ambito della rassegna “Cromatismi 5.0” organizzata dall’Associazione Chamber Music di Trieste

Patrizia Ferialdi
Le gemelle pianiste
Le gemelle pianiste

Sono belle, indubbiamente brave e artisticamente affiatate in modo speciale in virtù del vincolo familiare profondo ed esclusivo che le unisce dalla nascita. Eleonora e Beatrice Dallagnese, sorelle gemelle originarie di Treviso e attualmente residenti a Salisburgo, oggi alle 20.30 si esibiscono in duo pianistico a quattro mani al Teatro Miela, nell’ambito della rassegna “Cromatismi 5.0” organizzata dall’Associazione Chamber Music di Trieste.

«Questo è il nostro debutto ufficiale a Trieste – dice Beatrice – anche se, in realtà, qui al Conservatorio Tartini nel 2010 abbiamo sostenuto da privatiste il nostro primo esame di solfeggio, praticamente la materia che ci ha dischiuso l’universo della musica». Il programma di stasera comprende i ‘16 Valzer op.39’ di Brahms, il celebre ‘Rondò in La maggiore D 951’ di Schubert e i ‘Six morceaux op.11’ di Rachmaninov. «Premesso che Brahms e Schubert sono due compositori a noi molto cari, tanto che il nostro primo disco lo abbiamo interamente dedicato a loro, abbiamo scelto questi brani per offrire un ventaglio di emozioni e stili, mostrando l’intima correlazione tra compositori di epoche e origini diverse».

I valzer di Brahms – spiega Beatrice – sono caratterizzati da un linguaggio che spazia dal vivace e brillante all’intimo e nostalgico, funzionale a delineare diversi stati d’animo. Contengono svariati tipici elementi della sua scrittura, ovvero l’atmosfera un po’ malinconica, le suggestioni ungheresi, la dolcezza della ninna nanna e la cantabilità melodica dal sapore tardoromantico, tutte caratteristiche che li rendono deliziose miniature facili all’ascolto. Mentre il Rondò di Schubert, composto nel suo ultimo anno di vita, sebbene contenga momenti drammatici, è un pezzo generalmente positivo e riflette lo stile elegante e signorile dell’autore. «Noi – precisa Eleonora – lo vediamo come un segnale di speranza e una luce in un momento di sofferenza. Così come i Morceaux di Rachmaninov, seppure impregnati di uno spirito malinconico, rivelano la capacità di combinare al meglio le sue origini russe con le tradizioni della musica europea, davvero un bel mix molto ben riuscito».

Pluripremiate come Duo in prestigiose competizioni internazionali e con un’agenda già ricca di prestigiosi appuntamenti a Roma, Cagliari, Venezia e Milano, le gemelle hanno iniziato a suonare il pianoforte a quattro anni, con un’insegnante che ha subito inquadrato lo studio non come passatempo ma una cosa seria che necessita di disciplina, e sono cresciute ascoltando molta musica classica grazie ai genitori.

«Abbiamo apprezzato da subito il pianoforte e suonare insieme fin dall’inizio ci ha aiutato ad ascoltarci reciprocamente e a imparare l’equilibrio tra le parti. La musica è la nostra quotidianità ma siamo anche ragazze sportive, facciamo palestra, corsa, sci e piscina, perché l’attività fisica, la tonicità e la resistenza aiutano a suonare con maggiore agilità e a mantenere una buona performance sullo strumento».

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