I paesaggi pieni di vuoto di Pierpaolo Curti si svelano all’Itis di Trieste

Fino all’8 settembre la personale dell’artista lodigiano che si ispira ai tempi sospesi di De Chirico

la mostra



Metafisici paesaggi, dicotomie spaziali, diligenti equilibri prospettici delineano la personale di Pierpaolo Curti dal titolo “Lirica del vuoto” presso l’atrio Monumentale dell’Itis a Trieste. La mostra, curata da Riccardo Caldura e organizzata grazie alla collaborazione della Galleria Michela Rizzo di Venezia, presenta per la prima volta i disegni e i dipinti dell’artista di Lodi nella città giuliana. La grande libertà di sguardo che Pierpaolo Curti, attraverso le sue opere, offre al fruitore attiene a quel “principio di espansione” che attiva un accrescimento della sensibilità emotiva. Il racconto dei suoi paesaggi genera lo stupore dell’inusuale ma non dell’impossibile, con i dirupi, i ponti, quel cielo piatto va oltre la fenomenologia del soggetto delineando i perimetri già tracciati da Giorgio De Chirico con i suoi tempi sospesi. La ricerca artistica di Curti si proietta verso un’essenzialità geometrica, illustra orizzonti disabitati e paesaggi freddi dai contorni rocciosi e dai cieli fermi. Si coglie una distanza dal mondo circostante, dall’universo conosciuto ed un progressivo incanalarsi verso una indagine prospettica del sé. Non c’è fretta nei suoi lavori, mai urgenza, né sollecitudine piuttosto riflessione e ascolto. In un paesaggio in cui l’uomo non appare è proprio l’uomo il protagonista con le riflessioni sul senso del mondo e dell’esistenza. “L’unico modo per cogliere i fenomeni accanto a noi – scrive Angela Madesani sul catalogo White Corner – è quello di rallentare il ritmo, di cominciare ad ascoltare, a osservare, di fare una sola cosa alla volta, per avvertire il suono del silenzio, della natura, del nostro circostante. Si tratta di un’esperienza, di una presa di coscienza di quanto meravigliose e inaccessibili siano le leggi superiori, che si palesano di fronte a noi ogni giorno”. La ricerca di Pierpaolo Curti sta proprio nel tentativo di mettere a punto la riflessione e l’analisi dell’individuo. Il filone “Constellation” del 2013 attiene a quel concettuale paesaggistico molto suggestivo e già trattato dall’artista Pietro Lista presente alla Biennale di Venezia 2011 all’interno del Padiglione Campania. La pittura di Curti come i suoi disegni giocano con le geometrie e i concetti spaziali. La precisione delle forme non vuole lasciare spazio a voli pindarici della mente, piuttosto la separazione netta dei colori richiede attenzione. Scale vertiginose, abissi bui, paesaggi disabitati narrano di enigmatici luoghi in cui non è possibile percepire il fluire ritmato del tempo. Strutture architettoniche bianche appaiono incastonate nelle pareti quasi a suggerire presenze assenti. “Una calma sospesa – scrive Gianluca Marziani – attraversa gli scenari di Curti. La parola giusta è questa, ’sospensione’, come se il tempo interno somigliasse a un suono cosmico dalle note lunghissime e circolari. Penso che i suoi esterni potrebbero raccontare pianeti lontani, dove scale e piattaforme rappresentano l’archeologia di una civiltà estinta”. Non vi sono sfumature ma solo ombre che proiettano rette parallele in cui il loro prolungarsi assottiglia la riflessione. “Lirica del vuoto” aspira ad essere una mostra meditativa in cui l’immagine, che in alcuni tratti ricorda la fotografia minimalista, veicola una indagine interiore. Pierpaolo Curti sviluppa la sua ricerca non solo attraverso la pittura e il disegno ma anche mediante video e installazioni. Molte sono le esposizioni che lo hanno visto protagonista in Italia e all’estero, fra le quali le personali alla Fondazione Mudima di Milano (2012), al Palazzo Collicola Arti Visive di Spoleto (2016), alla Galleria Michela Rizzo di Venezia (2018). E le collettive: My way-A modo mio”, MAMbo (2017); “Saleterrarum”, Villa Litta di Lainate, (Expo 2015 Milano); “The bearable lightness of being– the metaphor of the space 2” , Biennale d’architettura (Venezia 2010). La mostra all’Istis è aperta fino all8 settembre. —

Riproduzione riservata © Il Piccolo