I vincitori del Premio Luchetta Cronache di infanzie violate dal Messico ai Paesi africani

TRIESTE

Sarà il presidente di Giuria Alberto Matano a consegnare personalmente i riconoscimenti ai vincitori del Premio Giornalistico internazionale Marco Luchetta, il 16 ottobre a Trieste, nell’ambito degli eventi culminanti della 18.a edizione che si svolgerà nella Sala Lelio Luttazzi del Magazzino 26 in Porto Vecchio. Istituito nel 2004 dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con la Rai, il Premio Luchetta è promosso per sensibilizzare istituzioni e cittadini sui diritti dell’infanzia minacciata e violata in ogni parte del mondo. L’edizione 2021, organizzata da Prandicom, è in programma a Trieste dal 15 al 17 ottobre 2021. «Un Premio come un osservatorio sul mondo - spiega Alberto Matano - capace di restituire attraverso servizi, reportage e corrispondenze dalle prime linee del pianeta le tante emergenze e criticità legate all’irruzione del coronavirus e ai lunghi periodi di lockdown». «Attraverso il Premio Luchetta si è resa evidente, nel tempo, la necessità di rispondere in chiave non estemporanea, ma sistematica e condivisa, alle questioni chiave del pianeta - osserva Daniela Luchetta, presidente della Fondazione dedicata a Marco Luchetta, Sasha Ota, Dario D’Angelo e Miran Hrovatin - , dlle guerre al terrorismo, dalle migrazioni alle diseguaglianze, passando per la questione di genere: le emergenze del mondo si riverberano costantemente sui più fragili e indifesi, i bambini». Come per le storie dei giovani migranti al confine fra Messico e Stati Uniti al centro della corrispondenza del giornalista Giammarco Sicuro per TG2 Storie, Premio Luchetta 2021 nella sezione Tv News. Inviato per la redazione esteri della Rai e attualmente alla guida di Unomattina Estate, Giammarco Sicuro ha visitato e raccontato l’accampamento dei bambini a Matamoros, sul lato messicano a pochi metri dal confine con gli Stati Uniti, dove i minori sono vittime di abusi, lavoro minorile, sfruttamento della prostituzione. Per la Stampa italiana il Premio Luchetta 2021 va alla giornalista Elena Testi del settimanale L’Espresso, che ha visitato i reparti di neuropsichiatria infantile denunciando il grave disagio che vivono le nuove generazioni a causa delle chiusure prolungate. Nella sezione Reportage vince la reporter, autrice e regista Emanuela Zuccalà che ha firmato per la piattaforma europea indipendente Open DDB un mediometraggio sulle mutilazioni genitali femminili in Liberia: non solo legali, ma persino appoggiate dal governo, e addirittura praticate come iniziazione a una società segreta di sole donne, chiamata Sande, diffusa in 11 delle 15 contee del Paese africano. Nella categoria stampa internazionale è il giornalista spagnolo José Ignacio Martínez Rodríguez ad aggiudicarsi il Premio Luchetta 2021 per la corrispondenza pubblicata su El Pais sul traffico di minori, piaga di molti Paesi africani. Infine nella sezione Fotografia è l’eloquente scatto di Alessio Mamo per The Guardian a vincere il Premio Luchetta: illustra la via crucis di Saman, sei anni, in fuga dall’Afghanistan con la sua famiglia, ripresa mentre tira la carrozzina della sorellina Darya attraverso il fango e la neve, dopo aver subito ben 11 respingimenti, al confine, dalla polizia croata. —



Riproduzione riservata © Il Piccolo