Lucio Dalla in immagini, musica e parole nel ritratto autentico di Pietro Marcello

l’omaggio
La particolare sensibilità nell’uso del materiale di archivio è quasi un marchio di fabbrica nel cinema di Pietro Marcello il quale, dopo aver (liberamente) sperimentato la fiction con “Martin Eden” e “Bella e perduta”, torna al genere documentario rendendo omaggio a uno degli autori più originali e prolifici della canzone italiana: Lucio Dalla. Presentato all’ultima Berlinale, “Per Lucio” (in sala da lunedì) mette insieme immagini, musica e parole tratte dalle testimonianze di Umberto Righi (per tutti Tobia, suo manager sin dagli esordi) e dell’amico d’infanzia Stefano Bonaga, ma anche frammenti di interviste rilasciate alla televisione dallo stesso Dalla.
Ne esce un ritratto autentico e sincero, che dice molto di un percorso artistico che è opportuno analizzare secondo diversi gradi di lettura. Da un punto di vista musicale, ovviamente, ma anche politico e sociale, contestualizzando l’attività di Dalla in un periodo della storia della nostra Repubblica segnato da profonde e rapide trasformazioni e talvolta anche da episodi drammatici come la strage alla stazione di Bologna del 1980. È un’Italia che Dalla ha saputo osservare e raccontare in modo unico e sempre autentico, sotto l’influenza dei versi del poeta Roberto Roversi in una fase cruciale della sua carriera, molto spesso vicino agli ultimi e ai senza voce, ai “briganti” e ai “marinai”, agli esclusi di cui sente in certa misura di far parte. Per dirla con parole sue: “Non canterei mai un mondo senza inquietudini”. Dobbiamo essergliene grati. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








