Mittelfest compie 30 anni e festeggia con un recital e un volume degli eventi

Domani al teatro Ristori di Cividale sarà presentato il libro curato da Roberto Canziani con le immagini di d’Agostino
Mary B. Tolusso

la recensione



Era il 1991 e nel cuore del Friuli Venezia Giulia nasceva quella che sarebbe diventata un’istituzione teatrale, un punto di riferimento creativo per l’Italia e l’Europa: Mittelfest, che celebra quest’anno il trentennale, dal 1991 al 2021. In mezzo ci sta molta storia, dalle guerre balcaniche a questo scorcio di secolo pandemico. E poi grandi attori e grandi spettacoli, sempre nel segno di un plurilinguismo che è uno degli elementi fondanti del festival. Le vicende, gli eventi, i grandi artisti passati di lì sono tantissimi. Ce li racconta Roberto Canziani, tra le penne più autorevoli della critica teatrale, nonché saggista e docente universitario. A sua firma il libro Mittelfest. 30 anni” (pagg.128, s.i.p.), edito da Associazione Mittelfest in sinergia con la Regione Fvg, il Comune di Cividale, l’Ente regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia e la Banca di Cividale. Domani sera, alle 21, al Teatro Ristori di Cividale, si terrà la serata speciale: «Mittelfest 1991-2021: Un ponte lungo trent’anni” durante la quale sarà presentato il libro dei trent’anni. Il racconto dei tre decenni sarà affidato a un recital dell’attrice Candida Nieri (Premio Ristori 2015) assieme al giovane violoncellista Marco Rossi. a dialogare con i due artisti, il nuovo direttore artistico di Mittelfest Giacomo Pedini, il presidente Roberto Corciulo e il critico teatrale Mario Brandolin.

Insomma trent’anni di storia, un percorso preciso evocato anche dalla voce di chi guida il festival dal 2020, il giovane direttore Giacomo Pedini: «La prima volta che ho sentito parlare di Mittelfest ero ancora al liceo», confida in una breve intervista. Umbro di nascita, emiliano d’adozione, Pedini ha dimostrato una perfetta empatia nei confronti di una manifestazione che non può prescindere dal suo contesto. Perché appunto l’atmosfera di Mittelfest nasce (anche) dall’architettura del paesaggio, fonde insieme parti della città con gli elementi naturali che nelle mani del festival sono diventati intense scenografie. Come non ricordare l’adeguato allestimento di piazza Paolo Diacono per Peter Handke? Oppure il Cementificio o il Sacrario di Redipuglia per il concerto diretto da Riccardo Muti per il centenario della Prima Guerra Mondiale? Così come paesaggi ideali si sono dimostrati la Cava di pietra piasentina (al confine tra Italia e Slovenia) o il fiume Natisone.

In trent’anni Mittelfest ha visto succedersi diverse direzioni – da Pressburger a Pedini passando attraverso Ovadia – ognuna con i propri profili, ma con un preciso codice comune: quello di accogliere diverse identità, lingue e discipline, volontà sempre presente nei temi della rassegna. Tanto che oggi si alimenta della produzione artistica di ben 25 paesi, ha allargato i suoi confini, non solo quelli fisici, tenendo presente la necessaria commistione con il digitale, rinnovandosi in continuazione, non perdendo mai di vista la qualità. Le molte edizioni hanno accolto l’eccellenza di ogni disciplina, dalla prosa, alla danza alla musica.

Peter Handke, Claudio Magris, Predrag Matvejević , Sofia Gubajdulina, Moni Ovadia, Pina Baush, Riccardo Mutis, John Malkovich, Tomaž Pandur, Isabelle Huppert, Michael Nyman e tanti altri tra autori, registi, attori e musicisti. Il volume ci restituisce il meglio di quelli che sono stati veri e propri eventi spettacolari e perfomativi, anche grazie alle immagini di Luca A. d’Agostino che tracciano un percorso complementare ai testi di Roberto Canziani. Ma non si tratta di una semplice auto celebrazione.

Oltre alla planimetria storica delle rappresentazioni, l’obiettivo è quello di avanzare, procedere, migliorare. Lo dimostrano le analisi realizzate dal Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università di Udine, commissionate dalla stessa Associazione Mittelfest. Uno studio che ha messo in luce i pregi, lo sviluppo, la grande risposta del territorio, ma anche i limiti. La necessità, per esempio, di attirare le ultimissime generazioni, di sfondare un po’ le nicchie. Non a caso il tema voluto da Pedini per l’edizione 2021 si intitola “Eredi”, perché come diceva Georg Groddeck, «quel che si è lo si deve ad altrui». Insomma siamo sempre degli eredi. La questione allora diventa cosa fare di tante eredità, accoglierle o rifiutarle, migliorarle o peggiorarle. È il presente che decide e quello di Pedini, sempre nel segno della vocazione multilinguistica e multidisciplinare, ha accolto due nuovi progetti: Mittelyoung e Millelland, rispettivamente destinati alle ultime generazioni e al territorio. Dopo 30 anni, appunto, Mittelfest risponde ai codici del futuro. —





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