Pittura e installazioni nell’arte di Soupina che guarda verso riva

L’artista russa aprirà venerdì la sua personale nella galleria Edilarea di via Ghega. In mostra anche testi e video. Nina Stoupina porta a Trieste una ricerca nata dall'incontro tra mare, memoria e identità

Nadia Pastorcich
A Trieste l'arte di Soupina
A Trieste l'arte di Soupina

“Sulla riva” è il titolo della mostra con cui l’artista Nina Stoupina porta a Trieste una ricerca nata dall'incontro tra mare, memoria e identità. L'esposizione verrà inaugurata tra qualche giorno, venerdì 9 ottobre, alle 18, nello spazio Edilarea (via Ghega 2/G), da Franco Rosso, nell'ambito di Barcolana Cultura.

Un percorso che riflette anche l'esperienza personale dell'artista: dalla Russia al Belgio dove ha vissuto e lavorato per trent'anni, fino all'arrivo a Trieste.

Per Stoupina la riva ha un significato particolare: è il punto privilegiato dal quale esplorare il rapporto umano ed emotivo tra il mare e la terraferma. «Che cosa rappresenta per l'uomo la linea dell'orizzonte? Perché un solo salto dalla nave può trasformare una persona in un membro di una società, oppure in un migrante sulla terraferma? Perché la riva è così necessaria?» – si domanda l'artista. La riva diventa uno spazio di passaggio e di ritorno, dove si accolgono e si salutano le persone, si celebrano nascite e si apprendono morti, si fanno promesse e si coltivano speranze. «Le persone sulla riva sono il principale oggetto della mia arte».

Il percorso espositivo attraversa pittura, installazione, testi e video. Sul marciapiede antistante lo spazio espositivo, l'artista interverrà scrivendo delle frasi con il gesso. All'ingresso, un video proiettato avvicinerà il visitatore al mare. Sulle pareti si vedranno dipinti, testi su carta e un'installazione. «La pittura rimane il mio medium preferito».

I temi che le interessano sono: “Le persone spostate”, “Padri e figli”, “Religione e cibernetica”. Le tele, come se fossero dei frammenti di vita, vengono unite assieme da un filo. Il rosa, colore del sogno e dell'idealizzazione della riva, attraversa l'opera. Al centro della sala, su un tavolo ci sarà una macchina da scrivere, delle poesie dell'artista e un libro scritto in mare da un suo compagno di scuola che lei ha ricevuto nel 2017, dopo la morte di quest'ultimo. Il visitatore, lì, potrà condividere i propri pensieri.

«Quando ci si trova in mezzo agli elementi, è facile perdere la propria forma, disperdersi, dimenticare dove si comincia e dove si finisce». È allora che la riva diventa qualcosa di più della semplice terraferma. Diventa memoria. «Dice: tu esisti, sei stabile, hai un luogo dove tornare».

La mostra allestita in via Ghega sarà visitabile fino al prossimo 23 ottobre. I visitatori la troveranno aperta dal lunedì al venerdì, con orario continuato dalle 9 alle 19. Il 10 ottobre, alle 15, l'artista terrà all’interno un workshop.

 

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