Nel “Segreto della miniera” la strage dimenticata nella Jugoslavia di Tito

gemona. Uscito in Italia a fine ottobre, torna in sala in occasione del Giorno del Ricordo “Il segreto della miniera” della regista slovena Hanna Antonina Wojcik-Slak, che attraverso l’atto eroico di un minatore ribadisce l’importanza di scavare nella memoria della nostra storia, contro ogni estremismo e contro le guerre. La Cineteca del Friuli presenta il film al Cinema Sociale di Gemona lunedì, martedì, mercoledì alle 21, sabato 15 febbraio alle 14 e domenica alle 12.

Patrocinato da Amnesty International e vincitore di numerosi premi, “Il segreto della miniera” riporta alla luce una vicenda terribile, taciuta per decenni nella Jugoslavia di Tito. Gli eventi risalgono al giugno del 1945, quando centinaia di soldati sloveni e croati, collaborazionisti dei nazifascisti durante la guerra, cercarono di fuggire verso l’Austria con le loro famiglie, seguiti da altri civili. Respinti al confine e costretti a rientrare, in molti furono fatti prigionieri e di loro non si seppe più nulla, fino alla macabra scoperta, nel 2009, dei resti di 4000 cadaveri all’interno della miniera di carbone di Huda Jama, vicino a Laško, nella Slovenia centro-orientale. Il protagonista è un minatore bosniaco, Mehmedalija Alić (Alija Basic nella finzione, interpretato dal noto attore croato Leon Lucev), autore del libro autobiografico No One, pubblicato nel 2013 e alla cui stesura ha collaborato la stessa regista Hanna Slak. Trasferitosi in Slovenia a 14 anni e solo per questo sopravvissuto al genocidio di Srebrenica, Alić viene incaricato di riaprire e ispezionare un vecchio tunnel che l’impresa proprietaria della miniera intende chiudere definitivamente. E qui insieme ai resti umani l’uomo scopre gli spettri della post-Jugoslavia e della storia slovena del XX secolo. —

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