“Non odiare” di Mancini corre al Festival di Pola Focus sui set in regione

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Il Festival del Cinema di Pola si avvia alla conclusione: domani saranno annunciati i vincitori dei premi Arena d’Oro sia della sezione croata che di quella internazionale, nella quale concorre anche il film “Non odiare” di Mauro Mancini, girato a Trieste.
Oggi, intanto, è il giorno del focus sul cinema italiano, pensato anche per valorizzare i rapporti fra le industrie cinematografiche di Italia e Croazia: un percorso che potrebbe passare anche attraverso il ruolo delle film commission regionali, in particolare proprio quella del Friuli Venezia Giulia. Se ne parlerà al Circolo della Comunità degli Italiani di Pola, alle 19, nell’incontro “Spotlight Italy” al quale parteciperà anche Paolo Vidali, direttore del Fondo audiovisivo Fvg, insieme a Chris Marcich, direttore del Centro audiovisivo croato, al vicesindaco di Pola in quota Cni Bruno Cergnul, all’Ambasciatore d’Italia in Croazia Pierfrancesco Sacco e a Roberto Stabile, direttore delle Relazioni internazionali di Anica.
Della Fvg Film Commission si è parlato anche in un panel che il Festival di Pola ha voluto dedicare al lavoro delle film commission italiane e, in particolare, ai finanziamenti regionali per l’audiovisivo, ancora non istituiti in Croazia, ma che si sono rivelati nel nostro Paese uno strumento utilissimo di decentramento cinematografico. È stato il presidente della Fvg Film Commission Federico Poillucci a spiegare a Pola come il Film Fund regionale abbia rivoluzionato il rapporto del nostro territorio con l’audiovisivo, rendendo il Friuli Venezia Giulia una location competitiva a livello internazionale. Perché il finanziamento dei film, oggi, è un puzzle di possibili fondi europei, nazionali e regionali, combinati col tax credit e spessissimo frutto di coproduzioni fra diversi paesi. «Nel 2003 il Friuli Venezia Giulia è stato la prima regione in Italia a istituire un Film Fund regionale», ha spiegato Poillucci. «Quest’anno il budget è di 2 milioni di euro, adeguato per una regione delle nostre dimensioni. Il finanziamento viene ripartito tra le produzioni in base al numero di giorni di riprese in regione: le produzioni dei lungometraggi devono spendere almeno il 150% di quello che ricevono. I dati dicono che il ritorno economico quantificabile sul territorio rispetto al finanziamento è in un rapporto di circa 1 a 7. Poi c’è il ritorno di immagine, non quantificabile ma importantissimo».
Al panel erano presenti anche la Film Commission della Carinzia e quella di Idm Alto Adige: «Avere più di una regione nella stessa area che supporta la creatività in modo intelligente porta vantaggi per tutti, e questo vale anche nella regione Alpe Adria», ha commentato Poillucci. «Siamo molto vicini a Vienna, Lubiana, Pola, Bolzano nel modo in cui mangiamo, ridiamo, ci comportiamo. Abbiamo una storia comune, anche con i conflitti che ci hanno divisi. E attraverso possibili collaborazioni abbiamo una grande occasione per spingere la nostra identità nel senso della diversity, e davvero superare i confini». —
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