Paolo Ferluga e il decalogo del cittadino modello al tempo del Coronavirus

Panorami surreali ed improbabili si susseguono a uno sguardo sorpreso e incuriosito, i racconti grafici di Paolo Ferluga, visioni dall’alto di una Trieste riconoscibile ma profondamente mutata. La personale dal titolo “L’arte non si ferma, visioni autocertificate” inaugura sabato alle 21 al bar-libreria Knulp (via Madonna del Mare) e sarà visitabile fino al 31 agosto.
In un periodo storico e sociale difficile come quello che stiamo attraversando Paolo Ferluga, mediante complesse mappe immaginifiche, dà testimonianza del proprio percepire il cambiamento e la sofferenza per la costrizione. Le sue prospettive dall’alto hanno la memoria del drone, dell’occhio che scruta anche l’impercettibile, che fotografa il celato, il nascosto però non da un punto di vista puramente visivo, piuttosto da uno interiore come una visione futura che va configurandosi.
Mediante l’immaginazione “trasforma – scrive Paola Bistrot per la presentazione alla personale - i dati acquisiti dalle celle percettive digitali e li proietta in una dimensione che tiene conto delle variabili sociali e contestuali facendo diventare la mappatura un racconto. Si articolano quindi i diversi livelli temporali: il futuribile con l’odierno e lo storico che, specie a Trieste, spesso già si sovrappongono e si confondono”.
Quella di Ferluga è un narrazione progressiva dalla normalità allo “stato d’eccezione” di un giovane e innovativo universo in cui, attraverso la paura, si dominano le menti degli uomini e si concretizza un nuovo concetto di sovranità in cui il vero “Imperator” è colui che decide lo stato d’eccezione. Un susseguirsi di opere di grandi dimensioni (tutte tecnica mista su carta – acrilico, matita e collage) sono la cronaca del lockdown, del procrastinare la quarantena, degli inseguimenti di indomiti runner, del progressivo avanzare della crisi e il calpestare i diritti fondamentali dell’individuo.
Paesaggi poco veritieri ma verosimili della città giuliana vengono descritti con colori tenui: grigio, rosa, ocra, bianco, azzurro pallido delineano la conformazione del nuovo mondo in cui l’enunciato - stilato in modo provocatorio dall’artista - nel “Decalogo del cittadino modello al tempo del Coronavirus” imperversa e aumenta l’annullamento delle menti. —
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