Quel nudo a metà non lo dimenticò

Nell’autobiografia “Passato imperfetto” (Sonzogno, 1984), Joan Collins (dal 1981 la perfida Alexis di “Dinasty”) ricorda le giornate triestine dal set de “Lo stato d’assedio”, quando per la prima volta girò senza veli, perché in una scena d’amore a letto con Mathieu Carrière doveva essere nuda dalla vita in su. Inglese, la Collins esordì a 17 anni in un film di profilo piuttosto basso, Nuda ma non troppo (1950) di F. Launder, dopo aver frequentato la Royal Academy of Dramatic Art. Di bellezza prorompente, si trasferì a Hollywood, dove recitò nei generi più disparati, dal mitologico al drammatico (L’altalena di velluto rosso, 1955), dalla commedia (Sesso debole, 1956, di D. Miller) allo spionistico e al western. In Italia interpretò anche “La congiuntura” (1964) di Scola e “L’arbitro” (1974) di L.F. D’Amico.

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