“Sognando a New York” a cielo aperto con il regista e coreografo Jon M. Chu

In sala la versione cinematografica dello spettacolo “In The Heights” 
C. B.

musical

La versione cinematografica dell’omonimo musical di Broadway “In The Heights” racconta la storia di un gruppo di personaggi che vivono nel quartiere di Washington Heights, a nord di Manhattan. Tra loro c’è Usnavi (Anthony Ramos), giovane proprietario di una bottega, che immagina una vita migliore. L’estate è opprimente e la svolta arriva con l’incontro con Vanessa (Melissa Barrera), che lo aiuterà a pensare in grande e a trasformare i sogni in realtà.

Oltre la trama, “Sognando a New York – In the Heights”, diretto dal coreografo e regista americano Jon M. Chu, è prima di tutto un’esperienza cinematografica e musicale. La macchina da presa è vibrante, affamata di dettagli, ipercinetica. L’accompagnamento musicale, un campionario di brani elettrizzanti, è inesauribile, accompagna senza sosta gli oltre 140 minuti di pellicola, trasformando il quartiere protagonista in un palcoscenico a cielo aperto che coinvolge tutti i cittadini.

Tra debiti e blackout, la comunità ispanica e portoricana di questa parte di New York ci trasporta in un film che ha il sapore della vecchia Hollywood, ma che al contempo riesce ad essere anche moderno, a suo modo rivoluzionario.

“Sognando a New York – In The Heights”, già applaudito dalla critica americana, riesce ad appassionare nonostante la prevedibilità della trama. Suona come un atto d’amore nei confronti della cultura latina, celebra il ritorno ad una normalità piena di speranza. E, dopo averlo visto, è difficile non aver voglia di tornare a sognare. —

c. b.

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