Storia d’Italia con Martone Maresco e Marcello

VENEZIA. Martone, Maresco, Marcello, nell'arena prestigiosa del concorso di Venezia, con l'argentina Lucrecia Martel a presidiare la giuria che assegnerà il Leone d'oro 2019: tre italiani con un filo conduttore, quello della storia, passata e recente, dell'Italia, immersi nella cronaca rarefatta a etica, riletta oltre i fatti. C'è un classico del teatro morale di Eduardo De Filippo riportato alla Napoli contemporanea di Gomorra nell'operazione rigorosa di Mario Martone che torna in concorso per il secondo anno di seguito (dopo Capri Revolution) in “Il sindaco del Rione Sanità” con Francesco Di Leva. C'è la lettura grottesca della Sicilia a 25 anni dalle stragi di Falcone e Borsellino in “La mafia non è più quella di una volta” di Franco Maresco, il cui occhio disincantato si confronta con la passione civile della fotografa Letizia Battaglia. E poi c'è ancora Napoli dove Pietro Marcello ambienta “Martin Eden” di Jack London (lì era la California) per raccontare un romanzo di formazione, sulla cultura che scaccia la miseria, sulle classi sociali che dividono a ogni latitudine, sull'amore che muove tutto con una potenza straordinaria. —

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