Scherma, boxe e naufragi: la vita a bordo delle grandi navi
In mostra al Museo postale di Trieste gli album fotografici del Circolo marina mercantile. Storie di transatlantici di lusso e dei loro spesso sfortunati equipaggi

Il 26 gennaio 1921, in Scozia, il transatlantico Conte Rosso del Lloyd Sabaudo rimase inchiodato sullo scalo. Il varo era fallito. In marineria la superstizione domina, e quella nave che non voleva toccare l’acqua portava con sé un presagio oscuro. Vent’anni dopo, il 24 maggio 1941, al largo di Augusta, silurato da un sommergibile inglese, affondò in pochi minuti con la poppa rivolta al cielo. Milleduecentonovantasette morti tra equipaggio e soldati: il più alto numero di vittime su una singola nave italiana della Seconda Guerra Mondiale.
Questa è una delle storie che la mostra “A Bordo con il Dimm 1934-1940: storie di mare, partenze, ritorni e momenti di svago” racconta attraverso gli album fotografici del Dopolavoro interaziendale Marina mercantile. Curata da Eugenio Ambrosi per conto del Circolo marina mercantile, in collaborazione con Irci, Associazione culturale Vitamina T e Associazione marinara Aldebaran, inaugura giovedì 19 febbraio alle 10. 30 al Museo telegrafico e postale della Mitteleuropa. A ingresso libero, sarà visitabile fino al 10 aprile (9-13 dal lunedì al venerdì, con possibilità di visite guidate).

Una quarantina di pannelli espongono le storie delle navi insieme alle pagine degli album del Dimm, che nel 1936 contava circa diecimila soci tra sedi a terra e 110 sezioni naviganti. Marinai, ufficiali e personale di macchina ritratti in sfide a tombola, boxe, partite di calcio, filodrammatiche, gite turistiche, addestramento paramilitare, celebrazioni patriottiche. Immagini riprese da fotografi professionisti a bordo di Oceania, Ausonia, Neptunia, Vulcania, Conte Verde. E quelle scattate da dilettanti, marinai che fermarono momenti di serenità prima che quelle stesse navi diventassero trappole mortali. Tra guerre coloniali, Spagna e conflitto mondiale, quelle navi costruite per attraversare gli oceani furono requisite, trasformate, mandate al massacro. Cambiarono più volte uso, padrone, perfino bandiera. Transatlantici di lusso divennero navi per il trasporto truppe per l’Abissinia, poi per la Spagna, infine per la Libia. Il Saturnia le provò tutte: transatlantico di lusso, trasporto truppe in Abissinia, nave ospedale per rimpatriare civili italiani internati in Africa Orientale. Dopo l’8 settembre si consegnò agli Alleati e divenne nave ospedale americana col nome Frances Y. Slanger. Nel 1946 tornò Saturnia.

Ma molte altre navi non ebbero questa fortuna. Il 28 marzo 1942 il piroscafo Galilea salpò da Patrasso con a bordo l’intero Battaglione Gemona della Divisione alpini Julia. Alle 22. 50 un siluro lo colpì sulla fiancata destra. Affondò nelle acque dello Ionio con 1041 uomini, 991 dei quali alpini. La notizia del disastro raggiunse le montagne friulane via telegramma. Una frase secca spezzò il cuore di un’intera regione: la Gemona non esisteva più.
Oscenamente grottesco fu l’affondamento della nave ospedale Po, silurata il 14 marzo 1941 a Valona, con la crocerossina Edda Ciano tra i superstiti. Quattro sue compagne e venti marinai morti, ma la cronaca si concentrò su chi si era salvato.

L’assurdo raggiunge l’apice con l’Arno, nave ospedale silurata nella notte tra il 10 e l’11 settembre 1942 mentre navigava da Napoli a Tobruk. A bordo 50 sanitari tedeschi e sei tonnellate di materiale medico. In tutto 27 morti, il resto dell’equipaggio restò in mare per due giorni e una notte. L’Arno aveva partecipato alle ricerche dei naufraghi del Conte Rosso, dell’Esperia, del Neptunia e dell’Oceania. Le gemelle Neptunia e Oceania, che al varo erano le navi a motore diesel più veloci del mondo, avevano solcato l’Atlantico con passeggeri di lusso. Il 18 settembre 1941 lasciarono Taranto dirette a Tripoli con 5818 uomini a bordo. Tre sommergibili britannici le aspettavano. Nonostante il soccorso, 384 morti. Le navi più grandi affondate sulla rotta Italia-Nord Africa scomparvero insieme, come erano state concepite.

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