A Roma un incontro con docenti e toghe per discutere del referendum Giustizia

(ANSA) - ROMA, 21 FEB - Platea gremita e dibattito serrato al Circolo dell'Aeronautica di Roma per l'incontro 'Separazione delle Carriere: le ragioni del Sì, le ragioni del No', promosso da 'Realtà forense' e 'Penale diritto e procedura'. A un mese dal referendum, l'evento ha registrato la partecipazione di professionisti, magistrati, avvocati, accademici, giornalisti e cittadini. "Il punto fondamentale non è la separazione delle carriere in sé, ma l'intervento sull'organismo di autogoverno, presidio di equilibrio costituzionale. È lì che si incide in modo strutturale", ha sottolineato la vicepresidente del Senato Anna Rossomando, tra i sostenitori del No, evidenziando come la riforma tocchi l'architettura dell'ordinamento giudiziario, sollevando interrogativi di sistema che vanno oltre lo slogan referendario. Nel merito tecnico e portavoce anch'essa delle ragioni del No, è intervenuta Donatella Curtotti, ordinario di Procedura Penale all'Università di Foggia, ribadendo la necessità di garanzia di parità delle parti a partire dalla revisione delle norme del codice e della disciplina delle indagini. Di segno opposto la posizione dell'avvocato Giandomenico Caiazza, già Presidente dell'Unione Camere Penali, che sostiene un allineamento alle principali democrazie contemporanee e ribalta la prospettiva: "Non chiediamoci perché sostenere la separazione, riflettiamo piuttosto sulle ragioni per esservi contrari". A favore del quesito del referendario è anche il Presidente della I Sezione Penale della Corte di Cassazione, Giacomo Rocchi, che ha richiamato il ruolo centrale del giudice nella società, un disegno a suo avviso coerente con l'articolo 111 della Costituzione, ma di fatto non del tutto compiuto con la separazione delle carriere. (ANSA).
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