A San Patrignano 282 nuovi alloggi ricavati dai primi edifici storici della Comunità

Letizia Moratti, 'in luoghi che custodiscono le radici nasce una nuova speranza'

(ANSA) - BOLOGNA, 08 GIU - San Patrignano ha inaugurato 282 nuovi alloggi per le persone in percorso di recupero, ricavati dagli edifici storici che ospitavano il cuore originario della comunità di recupero riminese: la prima casa, la prima sala da pranzo, il primo teatro. La struttura, spiegano da 'Sanpa' si estende su 3.160 metri quadri con 48 camere da letto, 55 bagni e cinque spazi comuni. La comunità accoglie oggi 850 ragazze e ragazzi: tra maggio 2025 e aprile 2026 sono entrate in percorso 622 persone, il 95% delle quali con un uso di cocaina. "Oggi non inauguriamo soltanto un edificio, inauguriamo uno spazio di futuro — dice la presidente Vittoria Pinelli — finché ci sarà bisogno, noi continueremo a essere casa, famiglia, accoglienza. Questi alloggi saranno luoghi dove tornare a vivere senza paura - argomenta - qui le ragazze e i ragazzi potranno ricominciare ad avere cura di sé, dove impareranno di nuovo il senso della responsabilità, del rispetto, della convivenza e della dignità". Letizia Moratti, co-fondatrice della Fondazione San Patrignano, sottolinea il valore simbolico dell'intervento: "È come se la storia tornasse a generare futuro. In luoghi che custodiscono le radici della comunità nasce una nuova speranza per tanti ragazzi e per le loro famiglie. San Patrignano - aggiunge - ci insegna da oltre quarant'anni che ogni persona, indipendentemente dalle difficoltà incontrate, merita una seconda possibilità. È una comunità che non si limita ad accogliere, ma che educa alla prevenzione, forma, restituisce fiducia e dignità attraverso il lavoro, la responsabilità e la condivisione". All'inaugurazione dei nuovi alloggi, presente anche Paolo Bonassi, chief social impact officer di Intesa Sanpaolo, da anni sostenitrice delle attività della comunità. A seguire si è tenuta la decima edizione della cerimonia degli Abbracci, con cui San Patrignano ringrazia chi l'ha sostenuta nel tempo. (ANSA).

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