Ad Assisi 1.500 studenti in marcia per la pace e per le vittime di tutte le guerre

'Sbellichiamoci' e 'La Pace comincia da noi' sugli striscioni dei giovani di 14 regioni

(ANSA) - ASSISI (PERUGIA), 18 APR - E' una Marcia per la pace in solidarietà con le vittime di tutte le guerre e con papa Leone, quella alla quale partecipano ad Assisi circa 1.500 le studentesse e gli studenti insieme ai loro insegnanti arrivati in Umbria da 14 regioni. Istituti della rete della Scuole di pace. "Insieme per la Pace-Apriamo al dialogo", "La Pace comincia da noi", "Se non c'è Pace non c'è futuro" alcuni degli slogan sugli striscioni. La marcia è partita da Santa Maria degli Angeli all'insegna del motto "Sbellichiamoci!" per raggiungere piazza San Francesco. Segna il momento centrale del meeting nazionale delle Scuole di pace "Sui passi di Francesco" intitolato "Io cambio" che si è tenuto ad Assisi. Sono 17 i comuni del territorio hanno aderito con una delegazione e gonfalone. "E' un modo per dire che dopo le parole ci devono essere le azioni" ha detto all'ANSA Flavio Lotti, anima della PerugiAssisi. "Anzi - ha aggiunto -, per dire che i fatti sono ancora più importanti delle parole perché la pace non è un sostantivo ma è un verbo. La pace ha un senso quando la si fa. Siamo qui per imparare a fare la pace seguendo l'esempio di Francesco. Dobbiamo fare come lui, smettere di fare tutte le guerre, sbellicarci, mollare la corsa al successo e alla ricchezza e intraprendere la via della condivisione della fraternità e della pace". "I ragazzi come al solito hanno risposto con entusiasmo a queste iniziative che l'hanno portati a riflettere sul senso del vivere in maniera rispettoso, un vivere improntato al dialogo e al confronto" ha detto sempre all'ANSA Fabiana Cruciani dirigente dell'Itts Volta Perugia e coordinatrice della rete Scuole di pace. "Un confronto del quale in questo momento abbiamo tanto bisogno" ha aggiunto. "Marciamo insieme - ha spiegato Cruciani - per costruire un futuro e un presente migliore. Per capire come sia possibile interpretare anche il senso di questi tempi così tormentati dalla guerra in maniera propositiva e fattiva". (ANSA).

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